Lelia and the Garden of Dreams / 1
The guiding theme of Orticolario 2026—the evolved gardening festival exploring the dreamed life of plants en rêverie—invites us to reflect on how connecting with nature can profoundly transform our lives. Professor Cristiana Fisogni writes about her Mom's rebirthing experience in the home at the sea... Here is the first chapter. To be continued...

Di Cristiana Fisogni
Accanto al giardino da sogno, c’è il giardino sognato. A volte i sogni si realizzano e, davvero, ci cambiano la vita: soprattutto per merito delle piante. Succede, allora, che la fioritura vegetale contagi la persona, rendendola più attiva, più attenta ai segnali dell’ambiente. È questo crescendo di vitalità, a volte scaturito da qualche umile vaso di aromatiche, a cambiare in meglio la qualità della vita. Chiudo gli occhi, suggestionata dal titolo-guida di Orticolario 2026, il festival di giardinaggio evoluto, che esplora "en rêverie" la vita sognata delle piante (1-4 ottobre).
Potete farlo anche voi, insieme a me. La prima immagine che affiora è quella della mia mamma, una signora di 88 anni, straordinariamente resiliente, nell’affrontare tante asperità con il sorriso ottimista di una persona dedita allo studio e alla preghiera. La sua giovinezza l’ha vissuta nella campagna bresciana. A giugno, dopo una vita di racconti a noi quattro figli, ha finalmente pubblicato quei frammenti di vita capaci di commuovere e far sorridere, pensare e sognare (Una ragazza di campagna. Le mie radici).

Poi si è trasferita, per amore di mio padre e del lago di Como, a Cernobbio. Quanto deve esserle mancata la sua campagna. Né la casa in prossimità del lago, né quella con le Dolomiti di Brenta quasi a portata di mano sembravano restituirle la gioiosa immersione nel microcosmo rurale, così amato, custodito nel cuore e centellinato in versi preziosi. Poi, nell’annus horribilis della pandemia, è arrivata la svolta, grazie a un delizioso, ampio appartamento al mare, a pochi passi dalla spiaggia, dotato di un giardino su cui si affacciano tutte le stanze. Un gioiellino verde nella Baia del Sole del Ponente ligure. Verde quasi come gli occhi color smeraldo della mamma: sarò anche di parte, ma occhi così non si sono mai visti.

Sono sempre immersa nel mio rimemorare, associare, sentire con il cuore e vedere con tutti i sensi. Ogni tanto uno dei miei due cani si avvicina alla sdraio su cui mi sto rilassando.
“No, mi dispiace”, dico ad Alaska, per le crocchette c’è tempo. Ora sono "en rêverie"...
Piante di limoni, palmizi, un praticello soffice fresco di tosatura, puntellato di fiori, con arbustelli vogliosi di sole. Lamponi, ribes, anche un fico d’India con foglie che paiono le orecchie di Topolino o di Minni. Mamma, anche quando se ne sta a scrivere poesie oppure a leggere, comodamente rilassata sul suo divano preferito, gode della fascinazione del suo giardino, mentre Primavera smanetta al computer o traduce dal geroglifico. A volte si materializza la figura, sorridente e schiva, della competente giardiniera, l'insostituibile signora Ines.


Grazie a lei i limoni hanno affrontato l’assalto dei parassiti uscendone vincitori, mentre la bouganvillea (un genere di piante della famiglia delle Nyctaginaceae, originario del Sud America) ha finalmente capito come inerpicarsi per conquistare la parte del muro più esposta al sole e, finalmente, fiorire. Mamma l’osservava, a giugno, come si studiano i piccoli scolari distratti, all’apparenza annoiati, senza interesse.

Da maestra di lungo corso, maestra di una volta, lei è avvezza a cogliere al volo i segnali impercettibili della sensibilità, così da intraprendere percorsi capaci di fare fiorire o rifiorire. Anche con la bouganvillea, mamma ci diceva: “Aspettate, siate ottimisti”. Mentre negli altri giardini, le siepi di questi fiori di un rosa caramellato davano vita a dense pennellate ipercromatiche, le sue si riproducevano in fogliame. Niente boccioli. Niente di niente. Anche Ines la pensava come mamma. “Aspetta il sole”. A metà luglio, quando le altre bouganville iniziavano a scolorirsi, nel giardino dei limoni, avveniva la muta. Le foglie lasciavano spazio ai fiori, in un orgoglioso cipiglio.

Con la grazia di una lady di campagna, mamma ha deciso di dare vita a un gemellaggio tra le bordure verdi che costeggiano il mare, piante grasse con fiori rosa dai petali lunghi e sottili come ciglia. L’innesto ha avuto successo. Piano piano mamma, anche grazie al giardino, ha riscritto la sua storia, rifiorendo – se possibile – come e più delle sue piante. Ma questo è soltanto l’inizio. Nel prossimo The Naturalist Corner vi parlerò del suo orto… diffuso. Sempre "en rêverie". Grazie a Orticolario per portarci un po' tutti a pensare al sogno di un giardino e alla meraviglia che si prova davanti alle piante. (I Puntata, continua al prossimo The Naturalist's Corner)
Abstract in English
The guiding theme of Orticolario 2026—the evolved gardening festival exploring the dreamed life of plants en rêverie—invites us to reflect on how connecting with nature can profoundly transform our lives. The blossoming of plant life spreads to individuals, making them more sensitive, active, and vital, elevating their quality of life starting even from a humble pot of herbs.
Transported by her memories, Cristiana Fisogni recalls her mother, Lelia Plebani Fisogni: an 88-year-old writer, poet, former teacher, and woman of extraordinary resilience. Having grown up in the Brescian countryside, Lelia moved to Cernobbio after getting married, always holding the memory of her beloved rural microcosm close to her heart. Though she lived near Lake Como and the Brenta Dolomites, her true period of rebirth arrived during the pandemic, thanks to a seaside home in Liguria, in the Baia del Sole.
There, a charming garden overlooking the sea—featuring Sicilian lemon trees, palms, berries, and a prickly pear—became the ideal sanctuary where her mother could rewrite her story. Supported by Ines, her skilled gardener, Lelia tended to the greenery with the same patience and care she once devoted to her students. A prime example was her bougainvillea: initially slow to bloom compared to neighboring gardens, it flowered abundantly in mid-July through patient trust and waiting for the right sunshine, demonstrating how nature responds to care and sensitivity.
With the grace of a country lady, her mother even successfully grafted local seaside flora with her garden plants. Through this deep bond with the earth, Lelia blossomed alongside her garden, proving that dreams rooted in plants can truly change a life. (The Editor)


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