Orticolario, a Botanic Dream that Comes True
The real and the imagery in dialogue at the gardening festival in Cernobbio, at Villa Erba. The event, titled “en rêverie”, has started today: it will continue until Sunday. Artist Luigi Serafini is the special guest of the 2026 edition

di Cristiana Fisogni
Prima ancora delle piante, ci sono le palpebre. Prima del giardino, il sogno. E allora Orticolario quest’anno sceglie di cominciare da un gesto quasi infantile e potentissimo: chiudere gli occhi e immaginare che cosa potrebbe esserci dall’altra parte. Non un altrove lontano, ma un luogo che forse è già dentro di noi, pronto a prendere forma appena la realtà smette, per un istante, di dettare le regole.
È questa la scommessa della sedicesima edizione di Orticolario, “en rêverie”, che da oggi, giovedì 1° ottobre, a domenica 4 ottobre trasforma Villa Erba, a Cernobbio, in un territorio sospeso fra botanica e fantasia, paesaggio e illusione, materia e immaginazione. Il tema non è soltanto un titolo: è una chiave d’accesso. E quest’anno il visitatore è invitato a usarla per entrare in una dimensione dove le piante possono diventare creature fantastiche e il giardino smettere di essere soltanto uno spazio da attraversare per diventare uno spazio da inventare.

Il senso della meraviglia
Il punto di partenza è proprio questo passaggio dalla scoperta alla creazione. Nelle precedenti edizioni il pubblico era chiamato soprattutto a guardare, conoscere, lasciarsi sorprendere dalla varietà del mondo vegetale. “En rêverie” sposta il confine un po’ più in là: non basta ciò che esiste, conta anche ciò che potrebbe esistere. Il sogno diventa così uno strumento per progettare scenari, sovvertire le proporzioni, mescolare specie, forme e linguaggi, immaginare una natura che non ha ancora trovato il proprio posto nel mondo reale.
Al centro della sedicesima edizione ci sono le piante fantastiche, protagoniste di un racconto che attraversa il parco secolare e il centro espositivo della dimora ottocentesca affacciata sul lago. A costruirlo sono oltre 250 espositori italiani e internazionali, fra piante rare, insolite e da collezione, artigianato artistico, oggetti e creazioni originali. Un mosaico nel quale il verde dialoga con il design, la manualità e la ricerca, confermando quella vocazione di Orticolario a raccontare il paesaggio non come semplice decorazione, ma come cultura e forma d’arte.
Ma il vero protagonista di questa edizione è forse proprio ciò che non si vede immediatamente: il processo creativo. Per il secondo anno, l’apertura della manifestazione porta infatti il pubblico dietro le quinte con “Quel che viene prima”, allestito nel padiglione centrale. L’idea è quella di aprire il sipario prima dello spettacolo, mostrando come nasce la charity dinner “En rêvant, le rêve”, evento a numero chiuso destinato a sostenere cinque associazioni del territorio lariano.
È una sorta di prova generale del sogno: allestimenti botanici, tavole apparecchiate, materiali, dettagli e persone al lavoro raccontano ciò che normalmente rimane nascosto, il momento in cui un’idea comincia a diventare esperienza.
Poi ci sono i giardini. Sono sette gli Spazi Creativi selezionati attraverso il concorso internazionale, chiamati a confrontarsi con il tema dell’edizione e a contendersi “La Foglia d’oro del Lago di Como”. A questi si aggiungono altrettante installazioni site-specific, concepite per dialogare con il luogo e con il filo conduttore dell’anno: sogno, illusione, fantasia, piante che sembrano appartenere a una tassonomia inventata più che a un manuale di botanica.
È qui che Orticolario prova a fare qualcosa di più che esporre. Costruisce una narrazione nel paesaggio. Il parco di Villa Erba diventa una sequenza di visioni, con il lago sullo sfondo e il confine fra naturale e artificiale volutamente lasciato incerto. Il visitatore attraversa, osserva, riconosce e poi, inevitabilmente, comincia a immaginare.
Serafini ospite d'onore

A guidare questo viaggio c’è anche un ospite d’onore particolarmente coerente con la vocazione dell’edizione: Luigi Serafini, artista e autore del celebre Codex Seraphinianus, universo enciclopedico e visionario nel quale la realtà sembra essere stata riscritta secondo alfabeti e regole sconosciute. La sua presenza aggiunge un ulteriore livello al tema del fantastico, là dove l’immaginazione non illustra semplicemente il mondo, ma ne inventa uno nuovo.
***** ORE 11:30 CONFERENZA / PADIGLIONE CENTRALE
Sognare l’impossibile. La botanica dell’immaginazione, con Luigi Serafini
Introduce Moritz Mantero, presidente di Orticolario, modera Chiara Rostagno
Attorno alle installazioni e agli espositori si sviluppa per quattro giornate un programma culturale articolato, con incontri e appuntamenti dedicati al paesaggio e alla cultura del verde, insieme a paesaggisti, agronomi, esperti e figure capaci di muoversi fra discipline diverse. Non mancano performance, esperienze e laboratori destinati ai più piccoli e ai ragazzi, perché la capacità di immaginare un mondo diverso, in fondo, non ha età.
E forse è proprio questo il punto da cui partire per leggere l’edizione 2026. Orticolario non chiede soltanto che cosa possiamo piantare in un giardino. Chiede che cosa possiamo ancora immaginare dentro un giardino. In un momento in cui il paesaggio è sempre più chiamato a rispondere a problemi concreti, dalla crisi climatica alla perdita di biodiversità, scegliere il sogno potrebbe sembrare una fuga. Qui diventa invece un esercizio progettuale: immaginare prima, per poter trasformare poi.
Villa Erba, per quattro giorni, diventa così una specie di laboratorio della possibilità. Le piante sono reali, le installazioni si possono attraversare, gli oggetti si possono osservare da vicino. Ma il vero viaggio comincia altrove.
Esattamente dove comincia ogni sogno: dietro le palpebre.
DA SEGNARE IN AGENDA
Vastissima la proposta di installazioni a Orticolario 2026. Da non perdere Hypnos, progetto firmato da Mario Mariani / Central Park e Matteo Boccardo che guida a immaginare mondi oltre la soglia del reale e realizzato con il sostegno di Fondazione Banca Popolare di Milano nel padiglione centrale, polo nevralgico e culturale dell’evento. Un invito a lasciarsi andare al sonno, a varcare una soglia invisibile per entrare in una dimensione sospesa, dove reale e immaginato si intrecciano. Fra i luoghi iconici anche Phantasos, l’installazione botanica firmata da Mario Mariani / Central Park e Matteo Boccardo attraverso cui Orticolario esplora una natura capace di oltrepassare i confini del reale. Un universo vegetale popolato da specie straordinarie che, per forme inconsuete, colori inattesi e adattamenti insoliti, sembrano appartenere a un altrove inesplorato. L’arte torna a invadere l’atrio di Villa Erba con Les imaginaires. Non un’esposizione sulla natura, ma una sua trasfigurazione poetica, affidata allo sguardo visionario dell’artista Lau Cabantous, alla profondità scientifico-culturale dell’etnobotanica Lucia Papponi e realizzata con il sostegno di Taroni. (Fonte: orticolario.it)
Tutti i dettagli: https://www.orticolario.it/it/hypnos/ https://www.orticolario.it/it/phantasos/ https://www.orticolario.it/it/les-imaginaires/
Abstract in English
Orticolario 2026: En Rêverie — The Botany of Imagination
By Cristiana Fisogni, naturalist and professor, botanical specialist for Rekh Magazine and Rekh Magazine Leisure
Before there are plants, there are eyelids. Before there is a garden, there is a dream. This is the starting point of the sixteenth edition of Orticolario, En Rêverie, taking place from 1 to 4 October 2026 at Villa Erba in Cernobbio, on Lake Como. For four days, the historic villa and its centuries-old park become a suspended landscape where botany, art, design and imagination converge.
The theme invites visitors to cross the boundary between what exists and what might exist. Here, plants are no longer simply specimens to be observed and gardens are not merely spaces to be designed or traversed: they become material for invention. More than 250 Italian and international exhibitors present rare, unusual and collectible plants alongside artistic craftsmanship, design objects and original creations, creating a dialogue between botanical research and creative expression.
At the heart of this year’s edition are seven Creative Spaces selected through an international competition, together with a series of site-specific installations inspired by dreams, illusion and fantasy. Among the highlights are Hypnos, by Mario Mariani / Central Park and Matteo Boccardo, and Phantasos, another botanical vision by the same creative partnership, exploring plant forms and adaptations that appear to belong to an unfamiliar natural world. In Villa Erba, Les imaginaires, by artist Lau Cabantous and ethnobotanist Lucia Papponi, further transforms nature into a poetic and cultural experience.
The presence of artist and architect Luigi Serafini, celebrated for the visionary Codex Seraphinianus, reinforces the exhibition’s fascination with invented worlds and alternative systems of nature. His contribution, Dreaming the Impossible. The Botany of Imagination, places botanical thought at the intersection of science, art and fantasy.
From a naturalist perspective, En Rêverie offers an intriguing reflection on the creative power of botanical imagination. In an era marked by climate change and biodiversity loss, dreaming is not necessarily an escape from reality. It can instead become a preliminary act of design: imagining different relationships with plants and landscapes before making them possible. At Orticolario, the garden thus becomes a laboratory of possibility—and the journey begins precisely where every dream begins: behind closed eyes. (The Editor)



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