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Sleep-Inducing Plants, an Hypnotic Fascination

Writer: Primavera Fisogni
Primavera Fisogni
Sep 13
5 min read

Updated: Sep 14

Professor Cristiana Fisogni, moving from the relaxing properties of chamomile, explores the link between literature and herbal remedies. It's a way to introduce HYPNOS, the Central Pavilion of Orticolario 2026, the festival of evolved gardening titled En rêverie, taking place from October 1–4, 2026, at Villa Erba in Cernobbio.




Di Cristiana Fisogni



Una buona camomilla calda, magari con un cucchiaio di miele, concilia il sonno. Rimedio della nonna sempre in voga, per le sue proprietà lenitive, rilassanti, la camomilla appartiene alla famiglia delle Asteraceae o Compositae. Due le varietà più comuni, la camomilla tedesca (chamomilla recutita) e la camomilla romana (chamaemelum nobile). Ricordo che da bambina, alle elementari, mi venne regalato un libro di Rodari dal titolo “La Freccia Azzurra”, in cui la Befana sorbiva ogni sera una bella tazza di camomilla calda, con qualche cucchiaino… di rum. Beh, sicuramente voleva tenersi sveglia, perché l’associazione non mi sembra delle migliori per assopirsi. Comunque, non è questa l’unica essenza rilassante, con benefico effetto sull’addormentamento. La letteratura, soprattutto gli scrittori classici, greci e romani, ha mostrato una profonda fascinazione per le piante ipnogene (che facilitano il sonno), impiegate nella farmacopea dell’antichità.


Il papavero

Il papavero è la pianta soporifera per eccellenza nel mondo antico, sacra a Hypnos (Dio del sonno, figlio di Nyx - la Notte - e fratello di Thanatos - la Morte) e a Demetra. Nel libro V dell'Eneide, Virgilio descrive il nocchiero Palinuro che cade in mare addormentato dopo che il dio Sonno lo spruzza con un ramo intriso di rugiada del Lete e sopito dalla forza del papavero ("soporatam medica vi papaveris"). Dioscoride Pedanio, medico greco del I secolo d.C., nel suo De materia medica, descrive dettagliatamente l'estrazione del lattice dai capsuli (chiamato opion) per indurre un sonno profondo e alleviare i dolori severi.


La mandragora

La mandragora (Mandragora officinarum), famosa per la sua radice antropomorfa e per gli alcaloidi altamente sedativi, veniva usata sia come narcotico che come anestetico chirurgico. Plinio il Vecchio, nella sua Naturalis Historia (Libro XXV), spiega che prima di tagliare la pianta si tracciavano tre cerchi per terra con una spada e che il suo succo somministrato prima delle operazioni chirurgiche induceva un torpore capace di non far sentire alcun dolore. Teofrasto, padre della botanica greca, nella sua Historia Plantarum, ne descrive l'uso sia medico che associato a pratiche rituali e magiche.


Il giusquiamo

Il giusquiamo (Hyoscyamus niger) era utilizzato fin dall'antichità per le sue spiccate proprietà sedative e allucinogene dovute alla presenza di scopolamina e giusciamina. Nel De Medicina, il medico romano Aulo Cornelio Celso raccomanda preparati a base di semi di giusquiamo mescolati a miele o vino come efficace rimedio contro l'insonnia (insomnia). Bisognava tuttavia dosarlo con estrema cautela: lo stesso Celso e altri autori latini avvertivano che un eccesso poteva causare delirio, insania o la morte.


Il loto

Non poteva mancare, a questo breve excursus sulle piante ipnogene più amate dall’antichità anche il loto (Ziziphus lotus o Nymphaea lotus), celebre per l'effetto soporifero e amnesico delle sue bacche. Nel libro IX dell'Odissea, Omero narra dell'arrivo di Ulisse nella terra dei Lotofagi (i mangiatori di loto): i compagni dell'eroe che assaggiarono il "dolce frutto" caddero in uno stato di tale torpore e oblio da dimenticare il ritorno a casa, costringendo Ulisse a trascinarli a forza sulle navi e a legarli ai banchi di rematori.

La ninfea


La ninfea (Nymphaea alba) o giglio d’acqua è famosa per calmare gli eccitamenti e favorire un riposo sereno, la ninfea veniva impiegata nell'antichità come blando sedativo e anafrodisiaco. Galeno di Pergamo, il più celebre medico dell'Impero Romano dopo Ippocrate, attribuisce alle radici e ai semi della ninfea proprietà rinfrescanti e capaci di conciliare il sonno profondo nei pazienti febbrili o agitati, inserendola nelle sue complesse formule farmaceutiche (Galenica).



La fascinazione di Hypnos a Orticolario 2026


Il connubio tra morfologia vegetale, percezione sensoriale e dimensione onirica costituisce il fulcro concettuale della sedicesima edizione di Orticolario, in programma dall'1 al 4 ottobre 2026 presso il parco storico di Villa Erba a Cernobbio. La manifestazione focalizza la propria indagine scientifico-culturale sul tema En rêverie, esplorando come la flora e l'architettura del paesaggio agiscano da catalizzatori per l'immaginazione.


Hypnos e la struttura del Padiglione Centrale di Orticolario 2026


Al centro dell'assetto espositivo figura Hypnos, l'installazione situata nel Padiglione Centrale. La configurazione dell'area nasce dalla sinergia tra la ricerca paesaggistica dei curatori Mario Mariani (Central Park) e Matteo Boccardo, integrata da una struttura organica curata dal laboratorio CanyaLab. Simbolo del sonno generatore, Hypnos accoglie dibattiti tra etnobotanica, filosofia del paesaggio e neurobiologia vegetale.

Dal sonno generato da Hypnos si accede al territorio degli Oneiroi e a Il mondo di Phantasos, area del parco dedicata alla biodiversità e agli adattamenti morfo-fisiologici insoliti. Una selezione di vivaisti altamente specializzati definisce questa narrazione scientifica e botanica: Mondocactus cura l'analisi delle xerofite, Palme & Piante Tropicali esplora l'ecologia equatoriale, Celandroni Orchidee approfondisce la tassonomia delle Orchidaceae, Hoyamia presenta la morfologia del genere Hoya, Rifnik Garden&plants introduce morfotipi d'oltremare e Central Park di Mario Mariani propone la ricerca su tessiture vegetali avanzate. Per maggiori informazioni: www.orticolario.it



Abstract in English


In this article by Professor Cristiana Fisogni, author of The Naturalist's Corner, the fascinating world of hypnogenic plants is explored, tracing their journey from ancient pharmacopeia to modern cultural showcases. While everyday herbal remedies like chamomile (Chamomilla recutita and Chamaemelum nobile) remain popular today for their soothing properties, classic Greek and Roman literature reflects a far deeper historical obsession with sleep-inducing flora.

Throughout antiquity, plants were deeply intertwined with medicine, myth, and ritual. The opium poppy, sacred to Hypnos and Demeter, was famed for its powerful latex (opion), as documented by Dioscorides and immortalized in Virgil's Aeneid. Mandrake (Mandragora officinarum), recognized for its anthropomorphic root and potent alkaloids, served as both a surgical anesthetic and a element in magic rituals, as noted by Pliny the Elder and Theophrastus. Henbane (Hyoscyamus niger) offered strong sedative effects through scopolamine and hyoscyamine, though ancient physicians like Celsus cautioned that improper dosages could easily induce delirium or death. Meanwhile, Homer’s Odyssey captured the amnesic torpor of the lotus, and Galen prescribed the cooling, sedative properties of the white water lily (Nymphaea alba) to calm feverish patients.

This rich synthesis of plant morphology, sensory perception, and the dream world serves as the core theme for the 16th edition of Orticolario, titled En rêverie, taking place from October 1–4, 2026, at Villa Erba in Cernobbio. At the center of the exhibition stands "Hypnos," a central pavilion installation curated by Mario Mariani, Matteo Boccardo, and CanyaLab. Functioning as a conceptual hub for debates on ethnobotany, landscape philosophy, and plant neurobiology, the installation guides visitors into dedicated botanical zones where specialized nurseries showcase rare adaptation forms, equatorial ecology, and advanced plant textures. (The Editor)



 
 
 

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