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Giovannella Condò, the Inspirational Notary

  • 2 days ago
  • 15 min read

A conversation with the co-founder of the Milano Notai company based in Milan, and the founder of "La carica delle 101", the community of women professionals supporting the start-up business. The interview is included in the book FEMMINILE, PLURALE, published for Rekh Magazine Stories as an ebook and a printed version. A copy is attached below and freely downloadable




di Primavera Fisogni



Negli anni Ottanta, un’era fa, a ben pensarci, l’idea del successo al femminile, si misurava sulla capacità di adeguarsi a modelli di riferimento maschili. Quello che l’esperienza professionale e umana della dottoressa Giovannella Condò1 evidenzia, è qualcosa di differente e non scontato: un paradigma di empowerment basato sulla capacità di far crescere competenze in circolo con soft skills squisitamente femminili, a partire dall’attitudine ad abbracciare la complessità facendo gruppo. L’autorità diventa così autorevolezza, misurandosi prima ancora che in rapporto con i risultati, con la sapiente costruzione delle relazioni, la motivazione dei propri pari e collaboratori, il respiro interdisciplinare dei progetti.


Notaio Giovannella Condò, congratulazioni a Lei e alle sue socie di Milano Notai per aver vinto i Legalcommunity Energy Awards 2026, il primo riconoscimento italiano nel settore dell’energia. Si pensa che la gestione energetica sia principalmente una questione ambientale, industriale, produttiva. Non ci si immaginerebbe che un grande studio notarile sia così protagonista della transizione energetica… Quali i vostri asset?


In effetti l’energia viene spesso letta come una questione prevalentemente industriale o ambientale, mentre in realtà tutti gli aspetti correlati all’energia e alla transizione energetica passano in modo decisivo anche dalla qualità delle strutture giuridiche che la rendono possibile. Il nostro ruolo è proprio questo: accompagnare progetti complessi, trasformandoli in asset giuridicamente solidi, bancabili e sostenibili nel tempo.

Milano Notai è protagonista perché opera da anni al crocevia tra diritto, finanza e infrastrutture. L’energia rinnovabile, le comunità energetiche, le operazioni di project finance, gli investimenti infrastrutturali richiedono un approccio notarile evoluto, capace di comprendere la complessità tecnica e finanziaria dei progetti. Il nostro asset principale è un metodo di lavoro multidisciplinare, con competenze altamente specializzate e una forte capacità di dialogo con advisor, investitori, banche e operatori industriali. In questo senso, il notaio diventa un facilitatore, non un semplice certificatore.

Milano Notai opera nel settore energy in modo continuativo dal 2005, quando abbiamo seguito l’acquisizione e il finanziamento di uno dei più estesi parchi eolici italiani.

Da allora abbiamo costruito una competenza profonda, seguendo con continuità società di progetto, investitori istituzionali e fondi dedicati, sia nelle operazioni su asset esistenti sia nello sviluppo greenfield di nuovi impianti. Milano Notai ha sviluppato strumenti innovativi come il Visual Legal Smart Report per agevolare le due diligence e rendere più fruibili e immediatamente operativi contenuti complessi in ambito energetico, favorendo accesso alla bancabilità e semplificazioni operative. Tutto questo ci ha resi interlocutori credibili in operazioni strutturate e trasversali, integrando competenze notarili con dinamiche di mercato contemporanee.


Milano Notai nasce nel 2002 da una sinergia, tutta femminile. Con lei Monica De Paoli. Quanta visione e quanto coraggio vi ha condotto a pensare così in grande?


Milano Notai nasce nel 2002 da una visione condivisa e con l’idea di base di una nostra sinergia, tra me, Monica De Paoli e poi Stefania Anzelini. Abbiamo messo al centro la visione di uno studio orientato all’eccellenza tecnica, all’innovazione e alla capacità di dialogare con clienti sempre più esigenti, privati e istituzionali, in un momento in cui non era affatto scontato pensare a uno studio notarile strutturato, organizzato come una vera piattaforma di competenze. Non è stata solo audacia, è stata una scelta consapevole: percepivamo che il mercato stava cambiando e servivano strutture professionali che potessero interpretare quelle complessità. Oggi un team di oltre trenta professionisti opera in aree come banking, societario, startup, energy e fondi, con un approccio su misura e orientato alle esigenze concrete dei clienti.

Essere una sinergia tutta femminile non è mai stato un manifesto, ma un dato di fatto che ha inciso sul nostro modo di lavorare: molto orientato alla collaborazione, alla progettualità e alla costruzione di valore nel lungo periodo. Pensare “in grande” ha significato proprio questo: uscire dalla dimensione individuale della professione e costruire uno studio che fosse una piattaforma di competenze.


Un’idea antica del lavoro notarile fa pensare a documenti, carte, a un lavoro tutto sommato ripetitivo, e un po’ burocratico. Se invece si naviga nel sito di Milano Notai si percepisce una realtà ben diversa: progetti, competenze, seminari. Un organismo vivente, mi verrebbe da dire. Con uno sguardo “smart” alla contemporaneità. Quanti sono i collaboratori? Che tipo di formazione continua viene proposta?


Milano Notai è effettivamente un organismo vivo, in continua evoluzione. Lo studio conta oltre trenta professionisti e collaboratori, organizzati per aree di attività, che spaziano dal societario al banking, dall’energy alle operazioni straordinarie e ai progetti più innovativi.

L’idea del notaio come figura legata esclusivamente alla carta e alla ripetitività non corrisponde più alla realtà, almeno non alla nostra. Milano Notai è davvero un organismo vivente, che cresce e si adatta ai cambiamenti del mercato. La formazione continua è un pilastro fondamentale: non solo aggiornamento tecnico-giuridico, che è imprescindibile, ma anche momenti di confronto su temi trasversali come l’energia, la sostenibilità, l’innovazione, la governance. Organizziamo seminari, partecipiamo a tavoli di lavoro, investiamo molto nella crescita delle persone, perché crediamo che uno studio notarile contemporaneo debba essere anche un luogo di produzione e circolazione di conoscenza, non solo di esecuzione.


Non a caso avete ricevuto per il secondo anno di fila, nel 2024 e 2025 il premio Studio Notarile dell’anno… Per altro, il vostro palmares è notevole. Ma come si fa a mantenere, in un polo così importante come Milano, uno standard professionale tanto elevato?


Mantenere standard elevati in una piazza come Milano è una sfida quotidiana. La concorrenza è altissima e il livello di aspettativa di clienti e operatori è molto elevato. Credo che il segreto stia nella combinazione tra rigore e apertura al cambiamento. I numerosi riconoscimenti ricevuti negli ultimi anni, incluso il premio Studio Notarile dell’Anno nel settore Energy, sono una conferma del percorso intrapreso, ma non un punto di arrivo.

Milano Notai non ci limitiamo a “fare atti”, ma affrontiamo operazioni complesse e di sistema – basti pensare a importanti acquisizioni di impianti nel settore energy, alle operazioni aventi ad oggetto i rigassificatori, all’operazione di project financing del primo impianto agrivoltaico avanzato con BESS integrato – con rigore, multidisciplinarità e coordinamento con advisor legali e fiscalisti nazionali e internazionali. Ogni professionista dello studio condivide un metodo di lavoro che unisce competenza tecnica e orientamento pragmatico alla soluzione. Da un lato, una cura maniacale della qualità tecnica, del controllo dei processi e dell’affidabilità del lavoro; dall’altro, la capacità di innovare, di specializzarsi e di non adagiarsi sui risultati raggiunti.

Ripeto, i riconoscimenti fanno piacere e danno conferma del percorso intrapreso, ma non devono mai diventare un punto di arrivo. In un contesto così dinamico, l’unico modo per mantenere uno standard elevato è considerarlo ogni giorno come qualcosa da riconquistare, non da difendere.


Facciamo un passo indietro. La sua è stata una “vocazione” o una scelta naturale, sulle orme di suo papà, il notaio Gianfranco Condò Arena?


Una scelta naturale. Mi sono “buttata” nel notariato guidata dalla professionalità di papà. È bene ricordare che non si tramanda il sigillo notarile di padre in figlio, come spesso si sente dire. Si diventa notaio passando un concorso nazionale estremamente duro e selettivo.


Quali i suoi primi passi professionali?


Ho vinto il famoso concorso notarile a 29 anni e ho avuto la mia prima sede a Introbio, dove ho aperto un piccolo studio, in un garage di una amica.


Quando ha capito che poteva fare il salto, da uno studio affermato e “tranquillo”, a un’azienda in piena regola?


Lo studiolo garage è durato molto poco. Con Monica De Paoli abbiamo iniziato la nostra avventura professionale e imprenditoriale nel centro di Milano e siamo cresciute insieme ai nostri collaboratori, con l’obiettivo costante di fornire un servizio super attento ai nostri clienti.


Un momento decisivo, di crescita reputazionale, oltre che umana e professionale, è stata “La carica delle 101”, la community di professioniste a supporto delle startup. Lei l’ideatrice. Il lancio nel 2020, in piena pandemia. Che avventura è stata, come si è sviluppata?


È stata un’avventura intensa e, per certi versi, inaspettata. La Carica delle 101 è nata nel 2020, in un momento di grande incertezza, quando la pandemia aveva improvvisamente bloccato relazioni, progetti e prospettive. Proprio in quel contesto ho sentito l’urgenza di creare uno spazio di confronto e di supporto reale per le startup, che stavano vivendo una fase di estrema fragilità, ma anche di grande energia creativa.

All’inizio è stato un esperimento molto concreto e poco teorico: mettere intorno a un tavolo, anche solo virtuale, professioniste con esperienze diverse e imprenditori che avevano bisogno di uno sguardo esterno, competente e libero. Non c’era l’ambizione di costruire subito una “struttura”, ma la volontà di essere utili. La risposta è stata sorprendente: in poco tempo la community è cresciuta, si è consolidata e ha trovato un suo metodo, basato su percorsi di mentoring brevi, intensi e focalizzati, che nel tempo si sono dimostrati sostenibili ed efficaci.

Oggi La Carica delle 101 è una realtà riconosciuta, che coinvolge oltre duecento professioniste e ha accompagnato più di centocinquanta startup. È cresciuta mantenendo lo stesso spirito delle origini, ma con una maggiore consapevolezza del proprio ruolo nell’ecosistema dell’innovazione. Per me è stata anche una grande esperienza umana e professionale: mi ha insegnato quanto il valore della condivisione, se organizzato e strutturato, possa generare impatto reale. E credo che sia proprio questa autenticità, nata in un momento difficile e mai persa, ad averne accompagnato la crescita.


Ci sono stati, nella sua professione, momenti in cui si è trovata davanti a sfide particolarmente toste, a parte quelle che abbiamo citato? A quali hard e soft skills ha fatto appello?


Le sfide toste sono quasi quotidiane! Le hard skills nel nostro lavoro, con la tipologia di clienti e di operazioni che seguiamo, sono assolutamente date per presupposte. Non si può fare a meno di continui corsi di aggiornamento, di partecipazione a convegni e di studiare pagine e pagine di approfondimenti…

Quanto alle mie soft skills, sono aiutata da una capacità organizzativa molto spiccata, da doti relazionali e da una facilità di vedere oltre al mio naso. Ma non amo parlare di me…


Non riesco a pensare come una donna così impegnata possa trovare del tempo libero…


Ho delle parole chiave che sono un mantra, anzi una sola: organizzazione, organizzazione, organizzazione.


Lei è sposata, con un figlio diciottenne. Su quali valori, lei e suo marito, avete impostato l’educazione del vostro ragazzo?


Mio marito ed io crediamo (e speriamo!) che i valori si possono trasmettere osservando i comportamenti degli adulti e offrendo molto amore. Rispetto, onestà, attenzione al prossimo, gentilezza e umiltà riteniamo che siano i valori fondamentali.


Non possiamo tralasciare la sua celebre nonna: la scrittrice e poetessa Carla Porta Musa. Ricordo, nel 2000, di avere incontrato entrambe a Villa Olmo di Como, in occasione di un evento. Che rapporto avevate? Quanto è stata per lei una “role model”?


La nonna ed io siamo sempre state molto complici con un dialogo aperto e sempre moderno, sia su questioni serie che su frivolezze. Lei mi ha insegnato (insieme a mio marito) ad avere la porta aperta, ad accogliere gli amici a casa e ad amare la socialità.


Le capita di confrontarsi con sua mamma, la dottoressa e umanista Livia Porta?


Sì, molto spesso, con lunghe telefonate. La mamma è la mia consigliera. Donna intelligente, mai esagerata, profonda conoscitrice delle persone e generosa.


Infine, vorrei chiederle un auspicio per le giovani generazioni di donne che si affacciano al mondo del lavoro.


Il mio auspicio è che le giovani donne possano entrare nel mondo del lavoro con ambizione e libertà, senza sentirsi in dovere di scegliere tra competenza e autenticità. Vorrei che si sentissero legittimate a pensare in grande, a prendersi spazio, a sbagliare e a ricominciare, senza il peso di modelli rigidi o aspettative che spesso non tengono conto della complessità dei percorsi professionali e di vita.

Spero anche che imparino presto il valore delle relazioni: costruire reti solide, basate sulla fiducia e sulla qualità, è uno dei veri fattori abilitanti della crescita professionale. Nessun percorso è davvero solitario, e chiedere supporto non è un segno di debolezza ma di consapevolezza. Infine, mi auguro che possano contribuire a cambiare il modo di lavorare, portando nei contesti professionali attenzione, responsabilità e visione di lungo periodo. Il futuro del lavoro ha bisogno del loro sguardo, della loro preparazione e del loro coraggio.

1 Giovannella Condò vive e lavora a Milano. Si occupa principalmente di operazioni di diritto societario e di banking e project finance. Segue società, banche di investimento, fondi di private equity e di venture capital, istituti finanziari, start up e PMI innovative in ogni fase della consulenza, con particolare attenzione alle emissioni di bond, mini bond, project bond e strumenti finanziari partecipativi, equity crowdfunding, assetti di governance e ristrutturazione del debito. È molto attiva nelle transazioni di project finance in materia di energia e di infrastrutture, occupandosi dell’intero security package che assiste ogni tipo di finanziamento, prestito obbligazionario, bond, project bond: pegni su quote, azioni o crediti, ipoteche e privilegi speciali e generali, cessione dei crediti in garanzia, sempre valutando molto attentamente il relativo profilo fiscale. Notaio dal 2001. Componente del Consiglio notarile di Milano fino al 2014, componente di commissioni del Consiglio nazionale del Notariato. Docente nel corso di diritto societario alla Scuola di Notariato della Lombardia, è autrice di contributi scientifici in materia societaria. È attiva in iniziative di women empowerment, mentoring, professional e women network. Nel 2020, ha fondato La Carica delle 101, associazione non profit per il supporto al mondo delle startup.



English text:


Notary Giovannella Condò, congratulations to you and your partners at Milano Notai for winning the Legalcommunity Energy Awards 2026—the premier Italian recognition in the energy sector. People often think of energy management as primarily an environmental, industrial, or production issue. One wouldn't necessarily imagine a major notary firm as a protagonist in the energy transition.


What are your core assets?


Indeed, energy is often viewed through a predominantly industrial or environmental lens, but in reality, all aspects of the energy transition depend decisively on the quality of the legal structures that make them possible. Our role is exactly that: to accompany complex projects and transform them into legally solid, bankable, and sustainable assets over time.

Milano Notai is a key player because we have operated for years at the crossroads of law, finance, and infrastructure. Renewable energy, energy communities, project finance operations, and infrastructure investments require an evolved notary approach—one capable of understanding technical and financial complexities. Our primary asset is a multidisciplinary methodology, backed by highly specialized skills and a strong capacity for dialogue with advisors, investors, banks, and industrial operators. In this sense, the notary becomes a facilitator, not a mere certifier.

We have operated continuously in the energy sector since 2005, when we handled the acquisition and financing of one of Italy’s largest wind farms. Since then, we have built deep expertise, supporting project companies, institutional investors, and dedicated funds in both brownfield acquisitions and greenfield developments. Milano Notai has also developed innovative tools, such as the Visual Legal Smart Report, to streamline due diligence and make complex energy data more accessible and immediately operational, thereby facilitating bankability. All of this has made us credible partners in structured, cross-border operations.


Milano Notai was founded in 2002 from an all-female synergy with Monica De Paoli. What degree of vision and courage led you to think on such a large scale?


Milano Notai was born from a shared vision between myself, Monica De Paoli, and later Stefania Anzelini. We centered our practice on technical excellence, innovation, and the ability to dialogue with increasingly demanding private and institutional clients. At the time, it was not at all common to think of a notary firm as a structured, organized platform of expertise. It wasn't just audacity; it was a conscious choice. We perceived that the market was changing and required professional structures capable of interpreting those complexities. Today, a team of over thirty professionals operates across banking, corporate law, startups, energy, and funds, with a bespoke approach tailored to the concrete needs of our clients.

Being an all-female synergy was never a "manifesto," but rather a matter of fact that influenced our way of working: it is highly oriented toward collaboration, long-term project planning, and value creation. Thinking "big" meant stepping away from the individual dimension of the profession to build a firm that serves as a knowledge platform.

The traditional image of notary work evokes documents, paperwork, and somewhat repetitive, bureaucratic tasks. Yet, browsing the Milano Notai website, one perceives a very different reality: projects, high-level skills, seminars. It feels like a "living organism" with a smart, contemporary outlook.


How many collaborators do you have, and what kind of ongoing training do you offer?


Milano Notai is indeed a living organism in constant evolution. The firm comprises over thirty professionals and collaborators organized by practice area. The idea of the notary as a figure bound solely to paper and repetition no longer fits the reality—at least not ours.

Continuous training is a fundamental pillar. This includes essential legal updates, but also discussions on cross-disciplinary themes like energy, sustainability, innovation, and governance. We organize seminars, participate in working groups, and invest heavily in the growth of our people. We believe a contemporary notary firm should be a place where knowledge is produced and circulated, not just executed.


You were named "Notary Firm of the Year" for two consecutive years in 2024 and 2025: it was really not a case. Your track record is remarkable. How do you maintain such an elevated professional standard in a competitive hub like Milan?


Maintaining high standards in a market like Milan is a daily challenge. Competition is fierce, and the expectations of clients and operators are sky-high. I believe the secret lies in the combination of rigor and openness to change. Our awards are a confirmation of our path, but never a finish line.

We don't just "process deeds"; we handle complex, systemic operations—such as major energy plant acquisitions, regasification terminal projects, and the project financing of the first advanced agrivoltaic plant with integrated Battery Energy Storage Systems (BESS). We do this with a multidisciplinary approach, coordinating with national and international legal and tax advisors. Every professional here shares a method that unites technical competence with a pragmatic, solution-oriented mindset. On one hand, there is an obsessive attention to technical quality; on the other, the capacity to specialize and never rest on our laurels.


Let’s take a step back. Was your career a "vocation" or a natural choice following in the footsteps of your father, Notary Gianfranco Condò Arena?


It was a natural choice. I dove into the notary profession guided by my father’s professionalism. However, it is important to remember that the notary seal is not "passed down" from father to child, as is often rumored. One becomes a notary by passing an extremely grueling and selective national competition.


Would you please summarize your early professional steps?


I won that famous notary competition at 29 and had my first office in Introbio, where I opened a small practice in a friend’s garage.

When did you realize you could make the leap from a "quiet," established practice to a full-scale enterprise?

The "garage office" didn't last long. With Monica De Paoli, we began our entrepreneurial adventure in the center of Milan and grew alongside our collaborators, always aiming to provide hyper-attentive service to our clients.


A remarkable moment for your reputational and professional growth was linked to the project"La carica delle 101," the community of female professionals supporting startups, which you created. It launched in 2020 during the height of the pandemic. How has that adventure grown?


It was an intense and, in some ways, unexpected adventure. It was born during a time of great uncertainty when the pandemic had suddenly blocked relationships and projects. In that context, I felt an urgent need to create a space for real support for startups, which were in a phase of extreme fragility but also great creative energy.

Initially, it was a very practical experiment: putting professional women and entrepreneurs around a table (even a virtual one) to provide a free, competent external perspective. There was no initial ambition to build a "structure," just a desire to be useful. The response was overwhelming. Today, La carica delle 101 is a recognized entity involving over two hundred professionals and has supported more than one hundred and fifty startups. It taught me how the value of sharing, when organized and structured, can generate real impact.

Have there been particularly tough challenges in your profession where you had to rely on specific hard or soft skills?

Tough challenges are a daily occurrence! Hard skills in our line of work are an absolute prerequisite—one cannot do without constant study and specialization. As for soft skills, I am aided by very strong organizational abilities, relationship skills, and a knack for seeing "beyond my own nose." But I don’t like talking about myself...


Notary Condò, I find it hard to imagine how such a busy woman finds free time...


I have a mantra: organization, organization, organization.

You are married with an eighteen-year-old son. What values have you and your husband focused on in his upbringing?

My husband and I believe (and hope!) that values are transmitted by observing the behavior of adults and by offering a lot of love. We believe respect, honesty, consideration for others, kindness, and humility are the fundamental values.


We cannot overlook your famous grandmother: the writer and poet Carla Porta Musa. I remember meeting you both in 2000 at Villa Olmo in Como. What was your relationship like? Was she a "role model" for you?


My grandmother and I were always very close, with an open and modern dialogue on everything from serious issues to trivialities. She taught me (along with my husband) to always have an "open door," to welcome friends into the home, and to love sociality.

Do you often consult with your mother, the scholar and humanist Livia Porta?

Yes, very often, through long phone calls. My mother is my advisor. She is an intelligent, balanced woman—a deep connoisseur of people and very generous.


Finally, what is your hope for the young generations of women entering the workforce?


I hope that young women enter the workforce with ambition and freedom, without feeling they must choose between competence and authenticity. I want them to feel entitled to think big, to take up space, to make mistakes, and to start over without the weight of rigid models.

I also hope they quickly learn the value of relationships: building solid networks based on trust and quality is one of the true catalysts for professional growth. No journey is truly solitary, and asking for support is not a sign of weakness, but of awareness. Finally, I hope they contribute to changing the way we work by bringing attention, responsibility, and a long-term vision to professional settings. The future of work needs their perspective, their preparation, and their courage.




 
 
 

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