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Literary Characters and Free Agency

  • Writer: Primavera Fisogni
    Primavera Fisogni
  • 17 hours ago
  • 6 min read

How can the dramatis personae, in a novel or drama, autonomously act? What's the role of the author in shaping them? Novelist Federica Rossi explores this topic through the lens of her personal experience for Rekh Magazine, which is currently examining the couple of terms "agent / agentic"


The most expected message for an author (Wix Pic)
The most expected message for an author (Wix Pic)

Di Federica Rossi


Un personaggio forte, debole, affascinante, triste, allegro, dotato di tutte le caratteristiche autentiche dell’essere umano può muoversi autonomamente nelle dinamiche di un romanzo? Anche se esistono teorie che lo affermano, io non ne sono assolutamente convinta, perché credo che prevalga sempre l’idea geniale dell’autore che muove le onde della narrazione e dei personaggi che vivono all’interno delle pagine. Uno scrittore modella i personaggi del suo romanzo seguendo alcuni criteri fondamentali, dona a loro caratteristiche diverse, regala ad ognuno un carattere, un linguaggio, elementi distintivi, riconoscibili e autentici, li veste e li plasma per renderli vivi, tridimensionali. Dovrà capire quale ruolo svolgeranno nella storia, disegnare il loro aspetto fisico, il carattere, considerare il contesto in cui farli vivere e metterli in relazione tra loro.

.... Alcune scuole di pensiero considerano l’eventualità che i personaggi, a cui sono state attribuite caratteristiche umane, possano prendere il sopravvento agendo autonomamente, obbligando l’autore a modificare la traccia originaria...

Spesso trova fonte di ispirazione in persone che ha conosciuto e che lo hanno affascinato per la personalità, per caratteristiche funzionali alla vicenda che vuole narrare. Alcuni autori seguono regole e schemi precisi, tenendo chiara la trama da snodare in una narrazione che ha caratteristiche stilistiche proprie, la costruzione dei personaggi è una fase fondamentale e primaria perché danno vita alla storia e, quando vengono creati con tratti chiari e distintivi potrebbero prendere vita e aderire alla vicenda evolvendo, in tal caso è l’autore se riesce a percepire l’importanza del cambiamento si presta a trasformare il percorso della vicenda. L’evoluzione e il sopravvento sono concetti decisamente diversi.


La credibilità dei personaggi

Ma chi scrive, in questa fase di creazione ha ben chiari i suoi obbiettivi, si impegna a modellare personaggi realistici con aspetti ben definiti, che possiedano un carattere vero e ben delineato, cerca di donare loro lo spirito vitale. È questa un’attività fondamentale: dare autenticità e riconoscibilità non solo fisicamente, caratterialmente, ma anche sentimentalmente. Un personaggio cinico, perfido che si contrappone a uno amabile e generoso può mantenere le sue caratteristiche finché la mente dell’autore permette il loro agire, ciò non significa che restino tali fino alla fine della storia. Sono convinta che fino a quando la mente umana potrà gestire la vicenda e la sua evoluzione, i personaggi, costruiti dall’autore, manterranno un’autonomia limitata, perché è lui stesso che muove i fili della struttura della storia, può cambiare i percorsi previsti, ma tenendo sempre sotto controllo la loro evoluzione. Alcune scuole di pensiero considerano l’eventualità che i personaggi, a cui sono state attribuite caratteristiche umane, possano prendere il sopravvento agendo autonomamente, obbligando l’autore a modificare la traccia originaria.

È probabile che in un prodotto letterario, realizzato dall’intelligenza artificiale, possa verificarsi questa eventualità prevaricando l’intenzione originaria dell’autore. A mio parere potrebbe avvenire solo nel caso in cui a scrivere non sia un essere umano, perché quest’ultimo ha la capacità di tenere tra le sue mani la vitalità e le emozioni dei suoi personaggi, esercitando in prima persona la facoltà di modificare la trama. La difficoltà di un autore, che mette in campo tanti personaggi, può essere quella di gestire tutti anche su piani temporali diversi, mantenendo la coerenza delle caratteristiche attribuite. Personalmente non mi è mai capitato di farmi sfuggire la trama di ciò che scrivo, in quanto tendo a inserire pochi personaggi ben delineati che interagiscono seguendo le logiche narrative che mi sono prefissata.


La consonanza autore-personaggi

Sono inoltre convinta che ogni autore ami i propri personaggi con passione, che li protegga e, vedendoli crescere, regali a loro piccole particelle di sé stesso. Li valorizza come fossero suoi figli permettendo al lettore di condividere le loro vicende, le emozioni e tutto ciò che prevede il racconto. Anche io amo ogni protagonista e tutti i personaggi che interagiscono nei miei romanzi e ritengo che tutti giochino un ruolo fondamentale utile alla narrazione. Loro non hanno necessità di prendere il sopravvento sulla storia perché dedico loro capitoli interi, tenendoli comunque tutti collegati dal filo conduttore primario del romanzo. È sicuramente un banco di prova difficile e controverso quello che impegna uno scrittore a mantenere il controllo tra la sua storia e i personaggi, una responsabilità da acrobata sempre in bilico per mettere in costante equilibrio tutto ciò che ha creato per trasferirlo nelle pagine del suo libro, senza perdere originalità stilistica.


© Copyright Rekh Magazine


L'autrice


Federica Rossi, nata a Como, ha vissuto a Genova, Pisa, Lucca e Trieste. In quest’ultima si è laureata in Pedagogia e ha mosso i suoi primi passi iniziando a scrivere racconti brevi, articoli, recensioni e favole che lei stessa illustra come scrittrice. Alcune favole sono state lette e commentate dallo scrittore Giorgio Saviane nel programma Cantafavole di Radio1 della RAI, condotto da Elsa Digati. Tornata nella città natale collabora per la pagina della cultura come giornalista freelance prima col Corriere di Como e attualmente col quotidiano La Provincia di Como per la pagina di Stendhal. Oltre alla passione per la scrittura coltiva anche quella per la pittura realizzando quadri ad acquerello. Ha pubblicato “Il rumore dei colori” edito da GWMAX e “Quattro onde del lago” edito da ELPO. Ama la musica, l’arte e la danza e tutto quello che le regala una crescita interiore.


English text


Can a character—at once strong and frail, captivating and somber, joyous and imbued with every authentic human trait—truly move of their own volition within the dynamics of a novel? Though there are theories that posit such independence, I remain entirely unconvinced. I believe, instead, that the presiding force is always the author’s creative spark, which governs the narrative tides and the lives that unfold within the pages.

A writer molds characters according to fundamental criteria, bestowing upon them diverse traits, a unique temperament, a specific vernacular, and distinct, recognizable hallmarks. We clothe and shape them to make them vibrant and three-dimensional. The writer must discern their role within the tale, sketch their physical form and disposition, and deliberate on the context in which they exist and interact.

Inspiration is often drawn from real individuals—people whose personalities or specific traits resonate with the story being told. While some authors adhere to rigid rules and outlines to unfurl a narrative with a specific stylistic signature, the construction of characters remains a primary, vital phase. When characters are forged with clarity, they may indeed seem to take on a life of their own, evolving as the plot deepens. In such cases, if the author is perceptive enough to recognize the value of this change, they may choose to transform the trajectory of the story. Yet, evolution is a far cry from usurpation.

During this creative process, the writer’s objectives are crystal clear. They strive to model realistic figures with well-defined attributes and authentic spirits. This is a foundational task: to grant them authenticity and recognizability—not merely in physique or temperament, but in the very depths of their sentiment. A cynical, malevolent figure contrasted with one who is amiable and kind can only maintain those traits as long as the author’s mind permits their agency; this does not mean they must remain static until the end.

I am convinced that as long as the human mind governs the story and its progression, the characters will maintain only a limited autonomy. The author pulls the strings of the narrative structure; they may alter the intended path, but they always keep the evolution of their creations under control. While some schools of thought entertain the possibility of characters "taking over" and forcing a departure from the original outline, I see this differently.

It is perhaps possible that in a literary work produced by Artificial Intelligence, such a divergence might occur, overriding the original intent. In my view, this could only happen when the creator is not human. A human author holds the vitality and emotions of their characters in their own hands, exercising the sovereign right to modify the plot.

The true challenge for an author who employs a vast cast is managing them across different timelines while maintaining consistency. Personally, I have never let the reins of a plot slip from my grasp. I tend to focus on a few, sharply defined characters who interact according to the narrative logic I have established.

Every author loves their characters with passion, protecting them and—as they watch them grow—bequeathing to them small fragments of their own soul.

I believe we cherish our protagonists as if they were our own children, allowing the reader to share in their experiences and emotions. I love every character in my novels; each plays a fundamental role. They do not need to "overpower" the story because I dedicate entire chapters to them, ensuring they remain woven into the primary thread of the book.

It is a difficult and controversial test for any writer: to maintain control between the story and its inhabitants. It is the responsibility of an acrobat, forever poised in a delicate balance, ensuring that everything created is transferred to the page without ever losing its stylistic originality. (Translated by the editor)

 
 
 

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