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Mapping the Esoteric Landscape

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Spanning over seven hundred pages, “Le parole dell’esoterismo - Postfazione di Fabio Venzi, (Mursia, 48 euro) introduces the readers to the world of esotericism, which, despite sounding archaic, is an intrinsic part of civilisation worldwide. This major work is born from the collaboration of Claudio Bonvecchio, a philosopher and Professor Emeritus at the University of Insubria, and Bernardo Nante, a philosopher and Professor of Philosophy of Religion and General and Comparative Mythology at the Universidad del Salvador in Buenos Aires. Here is a conversation with Professor Bonvecchio


Immagine simbolica con riferimenti esoterici (Wix Pics)
Immagine simbolica con riferimenti esoterici (Wix Pics)

Di Primavera Fisogni


Da “Abaris” a “Zoroastrismo”. Il volume “Le parole dell’Esoterismo – Postfazione di Fabio Venzi” (Mursia, 48 euro) si dispiega in oltre settecento pagine per familiarizzare con un mondo concettuale ed esperienziale che suona arcaico, in realtà presente in ogni civiltà: l’esoterismo. Autori di questa pubblicazione sono Claudio Bonvecchio, filosofo e docente emerito dell’Università dell’Insubria e Bernando Nante, filosofo, docente di Filosofia della religione e Mitologia generale e comparata all'Universidad del Salvador di Buenos Aires.

Studioso autorevole della simbolica politica il primo, esploratore delle fonti “alchemiche” di Carl Gustav Jung il secondo, i due autori firmano il contributo più approfondito in materia. Oltre a indagare nelle forme dell’esoterismo occidentali, essi affrontano prospettive culturali ebraiche e orientali, sempre con uno sguardo attento al quotidiano e anche alla cronaca. Ad esempio, nella voce “Satanismo”, ci sono riferimenti a casi di cronaca molto celebri, anche del nostro Paese. Una caratteristica di questo dizionario è l’approccio, come nota nella postfazione Fabio Venzi, da “iniziati”, non da semplici compilatori.


La copertina del libro / The cover
La copertina del libro / The cover

«È fondamentale che gli studiosi si lascino coinvolgere come minimo in un processo di partecipazione immaginativa… - scrive Venzi citando Arthur Versluis, Chair of the Department of Religious Studies e docente al College of Arts & Letters alla Michigan State University - E tuttavia andrò oltre: intendo che, per capire fino in fondo quello che studiamo, si arriva a un punto in cui l’esperienza del praticante acquista più importanza della pura erudizione accademica”. Secondo Versluis, quindi, lo studioso di esoterismo deve farsi “praticante”, esoterista, trasformarsi egli stesso in un individuo la cui esperienza deriva dall’aver “percorso la Via”, con tutto quello che ciò comporta, incluso, in primo luogo, il desiderio di rinascita spirituale. Le parole dell’Esoterismo di Claudio Bonvecchio e Bernardo Nante si collocano in questa corrente. Esso sarà così utile sia ai curiosi dell’argomento, sia soprattutto agli “addetti ai lavori”, che troveranno i temi a loro cari trattati con il “linguaggio esoterico” (perché l’Esoterismo è sostanzialmente una lingua) che loro comprendono. E ogni lingua necessita del suo Dizionario».


Tanti i temi, dunque, che sollecitano curiosità e riflessione, spesso non privi di ambiguità, come il rapporto con la fede cattolica: ricordiamo che il teologo ed esorcista Francesco Bamonte, nel suo "Il cristianesimo contemporaneo a confronto con esoterismo, occultismo e satanismo" (Edizioni Messaggero Padova, 2020), mette in guardia rispetto a questo tipo di conoscenza.


Rekh Magazine ha intervistato il professor Claudio Bonvecchio.


Professor Bonvecchio, in quale casella possiamo inserire l’esoterismo? Filosofia, religione, tradizioni popolari, storia?


È, a mio parere, impossibile collocare l’Esoterismo o, se si preferisce, la Tradizione Esoterica in una casella specifica. Esoterismo significa andare, in profondità, dentro di sé per poter conoscere, il più possibile, la propria anima: anima sia in senso spirituale che psicologico. A tale scopo, la storia, la fiaba, i miti, le tradizioni popolari e, anche, il pensiero filosofico (ovviamente non scientista, positivista, o razionalista) sono utili per avvicinarsi - anche se difficilmente lo si potrà raggiungere – lo scopo che si propone l’Esoterismo.


Il dizionario che lei ha firmato con Bernardo Nante, che genesi ha avuto? Quanti anni di studio e ricerca lo supportano?


Sia io che il professor Nante – nella nostra lunga conoscenza – ci siamo, spesso, confrontati su questo argomento, rilevando come, comunemente, ne venga frainteso, riduttivamente e semplicisticamente, il significato. Di conseguenza, abbiamo pensato che, per fare un minimo di chiarezza in merito, era necessario individuare le parole più significative della Tradizione Esoterica, cercando di chiarirne la portata e la trasversalità nelle varie culture. Abbiamo iniziato questo lavoro nel 2014.


L’esoterismo, nella percezione comune, sconfina nella magia. Lei è un filosofo: com’è arrivato ad esplorare una materia all’apparenza così lontana dal pensiero critico?


La magia che – come insegna il Neoplatonismo – non è da confondersi con la superstizione e tanto meno con pratiche oscure (satanismo e consimili) è stata, in tutte le culture e nei secoli, un tentativo (e per molti lo è ancora) di comprendere i sottili legami di simpatia e di analogia che legano le persone con tutto ciò che le circonda. Questo ai fini di comprendere meglio il proprio ruolo e il proprio significato sia materiale che spirituale. Ciò non può non interessare un filosofo che ritiene che spirito e materia – contrariamente al pensiero occidentale, da Cartesio in poi – devono essere indagate non solo con i parametri del razionalismo scientifico. Cosa questa che, a ben vedere, ci insegna anche la fisica quantistica.


Siamo in una fase che ricorda il Tardo Antico: una civiltà che si spegne - quella europea, di radici cristiane – senza che si intravedano le linee di un nuovo pensiero. In fondo, il sincretismo, le suggestioni esoteriche, la sponda magica hanno molto a che fare con epoche fortemente metamorfiche…


Credo che indagare – con tutta la prudenza e la serietà necessarie – la Tradizione Esoterica sia un modo per combattere la deriva nichilista e relativista di una società che desidera spegnersi e che rifiuta di interrogarsi sulle proprie origini. Una società, come direbbe Spengler, che opta per la civilizzazione e non per la civiltà. Ricercare le proprie radici non equivale a frugare nel negozio di un antiquario dello Spirito per trovare impossibili soluzioni o improponibili suggestioni. Significa, piuttosto, seguire l’indicazione di Sant’Agostino che scriveva: “In interiore habitat Veritas”. Questa interiorità è sicuramente complessa, ma dal suo studio – e dagli interrogativi che induce – può scaturire una fiammella che può trasformarsi nella Luce di un futuro Nuovo Umanesimo. Con tutte le conseguenze del caso.



Quale relazione esiste tra massoneria ed esoterismo?


La Libera Muratoria non esaurisce in sé la Tradizione Esoterica: ne fa parte. Assodato che la Tradizione Esoterica implica che venga perseguita una sentita e profonda spiritualità, se – al contrario – la Libera Muratoria viene concepita, dai suoi aderenti, come una moltiplica di interessi materiali o di potere, essa non si differenzia da una qualsiasi lobby o da un partito politico. E, di conseguenza, nulla ha a che vedere con la Tradizione Esoterica.


Nel dizionario ho visto il riferimento al nazismo, molto sensibile alla cultura esoterica. Può chiarirci questa correlazione?


La Tradizione Esoterica persegue un ordine simbolico in cui sia il singolo che la collettività trovano senso e significato. Nella Germania del primo dopoguerra si era sgretolato ogni forma di ordine simbolico. Ordine simbolico che rappresentava, da tempo immemorabile, il collante sociale e politico. Infatti, la monarchia era caduta miseramente, il militarismo prussiano si era squagliato come neve al sole, la religiosità era stata messa a dura prova dagli orrori di una guerra devastante come non mai e la crisi economica aveva distrutto ogni certezza. Quando si verificano queste drammatiche condizioni e non si crea un nuovo ordine simbolico consolidato, dalla profondità dell’inconscio collettivo nascono – come direbbe Carl Gustav Jung – virulente forme archetipiche ancestrali. Esse contrastano ogni residua forma precedente creando “un nuovo ordine”. Questo “nuovo ordine” s’impossessa, letteralmente, delle persone che si immedesimano in figure arcaiche e primordiali, dove la violenza primordiale non è contrastata e temperata da nulla. Così è nato il nazismo ed in questo gorgo rischiano di cadere le moderne società prese da una furia distruttiva.


Tra le parole, mi ha colpito ritrovare “accabadora”, che ci riporta alle radici della cultura sarda e al celebre romanzo di Michela Murgia (Einaudi, 2009). Volevo chiederle di spiegare, in breve, come le tradizioni popolari sono “custodi” di contenuti esoterici.


Le tradizioni popolari non sono “custodi” della Tradizione Esoterica: ne fanno parte. Rappresentano – in bene e, talora, in male (almeno per i parametri moderni) – un deposito di sapere e di comportamenti in cui spiritualità, natura e religiosità si fondono insieme. Per comprenderle e valutarle in una corretta prospettiva non necessitano solo le conoscenze antropologiche. È necessaria una maturità spirituale. Bisogna. Insomma, aver ben esplorato la complessità dell’animo umano (iniziando dal proprio) per conoscere a cosa rispondono le singole usanze popolari – come, ad esempio, quella espressa dalla figura dell’accabadora – per rendersi conto del significato che possono assumere, ovviamente in modalità diverse, nel mondo moderno.


Si può parlare di sapienza esoterica? Oggi a chi appartiene? A maghi, filosofi, santoni?


Certamente esiste una “sapienza esoterica”. Non appartiene a qualcuno in particolare (maghi, santoni, filosofi o altro), ma a tutti coloro che – con coraggio e volontà ferrea – intraprendono un viaggio nella propria interiorità per cercare il proprio centro spirituale e ritrovare la Luce perduta. Una Luce che continua a illuminare il mondo anche se il mondo la rifiuta.


L’esoterismo sembra in aperto contrasto con il Cristianesimo: secondo Padre Francesco Bamonte, la visione esoterica non ha nulla in comune con la fede in Dio, ma è la risultante di un sincretismo culturale di varie dottrine (pagane, gnostiche). La crisi della fede, a suo giudizio, favorisce il diffondersi di un credo alternativo, come quello nelle pratiche esoteriche?


La Tradizione Esoterica non è, assolutamente, in contrasto con il Cristianesimo in quanto non è una religione ma, piuttosto, l’indicazione di un cammino sapienziale di ricerca della propria anima. Nel Medioevo e nel Rinascimento illustri pensatori – da Meister Eckhart a Ildegarda di Bingen, da Marsilio Ficino a Pico della Mirandola, per non parlare di Dante stesso – si possono considerare, a pieno titolo, pensatori cristiani pur seguendo la Tradizione Esoterica. La Tradizione Esoterica, dunque, non è, non può essere e non vuole essere alternativa alla Fede. Non è un caso che un famoso testo alchemico come nel Mutus Liber – al pari di moltissimi altri – si affermi che senza l’aiuto di Dio non è possibile compiere la Grande Opera. Grande Opera che è in tutto simile al Santo Graal: il sacro calice che avrebbe ricevuto il sangue di Cristo.


A chi si indirizza questa poderosa ricerca?


A tutti coloro che vogliono affrontare, con chiarezza, il tema della Tradizione Esoterica e, in particolare, a tutti coloro che vogliono utilizzare il testo mio e del Prof. Nante come modesto ausilio per la loro ricerca interiore. Una ricerca che dovrebbe portare ad essere “uomini (e donne) di desiderio”, come auspicava Louis Claude de Saint-Matin, attribuendo alla parola “desiderio” il significato spirituale della ricerca dell’Assoluto.


© Copyright Rekh Magazine


Chi è l'intervistato


Claudio Bonvecchio è nato a Pavia il 20 gennaio 1947. È stato Professore Ordinario di Filosofia delle Scienze Sociali, Presidente del Consiglio di Corso di Studi in Scienze della Comunicazione nell’Università degli Studi dell’Insubria

e Coordinatore del Dottorato in Filosofia delle Scienze Sociali e Comunicazione Simbolica. Dal maggio 2005 sino al 2015 è stato membro del Consiglio Scientifico del Centro Speciale sulla Simbolica Politica e delle Forme Culturali dell’Università degli Studi dell’Insubria e Direttore del medesimo Centro. È stato Presidente (sino al 2018) della Commissione Ministeriale Nazionale per l’idoneità dei Professori Universitari Ordinari e Associati di Filosofia Politica e Filosofia delle Scienze Sociali. È Membro di diversi Comitati Scientifici e editoriali. È Vice Presidente Emerito della Società Umanitaria di Milano.




English text


Spanning over seven hundred pages, “Le parole dell’esoterismo - Postfazione di Fabio Venzi, (Mursia, 48 euro) introduces the reader to the world of esotericism, which, despite sounding archaic, is an intrinsic part of civilisation worldwide. This major work is born from the collaboration of Claudio Bonvecchio, a philosopher and Professor Emeritus at the University of Insubria, and Bernardo Nante, a philosopher and Professor of Philosophy of Religion and General and Comparative Mythology at the Universidad del Salvador in Buenos Aires. The former is a distinguished scholar of political symbolism, while the latter is an explorer of the 'alchemical' sources of Carl Gustav Jung. Together, they have authored probably the most in-depth contribution to the field.

As well as investigating Western forms of esotericism, Bonvecchio and Nante also take into consideration Jewish and Eastern cultural perspectives, always with a keen eye on daily life and current events. For example, under the entry for 'Satanism', there are references to high-profile criminal cases, including ones from Italy. A defining characteristic of this dictionary, as noted in the afterword by Fabio Venzi, is its approach as that of 'initiates' rather than mere compilers. (...)


Thus, esotericism covers many topics that stimulate curiosity and reflection in ambiguous ways, such as its relationship with the Catholic faith. In his book, 'Il Cristianesimo contemporaneo a confronto con esoterismo, occultismo e satanismo' (Contemporary Christianity Compared with Esotericism, Occultism and Satanism) (Edizioni Messaggero Padova, 2020), the theologian and exorcist Francesco Bamonte issues a warning about this type of knowledge.


Rekh Magazine interviewed Professor Claudio Bonvecchio.


Professor Bonvecchio, in what frame can we place esotericism? Philosophy, religion, folklore, or history?


In my opinion, it is impossible to frame esotericism—or, if you prefer, the Esoteric Tradition—into a specific place. Esotericism means going deep within oneself to know, as much as possible, one’s own soul, in both a spiritual and psychological sense. To this end, history, fairy tales, myths, folklore, and even philosophical thought (provided it is not scientist, positivist, or rationalist) are useful tools for approaching—though seldom fully reaching—the goal that esotericism proposes.


What was the genesis of this dictionary? How many years of research support it?


Both Professor Nante and I, throughout our long acquaintance, often discussed this subject, noting how its meaning is commonly misunderstood in reductive and simplistic ways. Consequently, we felt that to bring clarity to the matter, it was necessary to identify the most significant words of the Esoteric Tradition, clarifying their scope and their transversality across various cultures. We began this work in 2014.


For common sense, esotericism is superimposable to magic. As a philosopher, how did you come to explore a subject seemingly so far removed from critical thinking?


Magic—which, as Neoplatonism teaches, must not be confused with superstition or dark practices like Satanism—has been, in all cultures and throughout the centuries, an attempt to understand the subtle links of sympathy and analogy that bind individuals to everything around them. This is done to better understand one’s own role and meaning, both materially and spiritually. This cannot fail to interest a philosopher who believes that spirit and matter—contrary to Western thought since Descartes—must be investigated using parameters beyond scientific rationalism. This is something that, upon closer inspection, even quantum physics teaches us.


We are currently living in a historical era reminiscent of Late Antiquity: a civilization fading—I especially refer to the European civilization, grounded in Christian roots—without the lines of a new thought yet visible. Syncretism and esoteric allure often characterize transformative eras...


I believe that investigating the Esoteric Tradition—with all necessary prudence and seriousness—is a way to combat the nihilistic and relativistic drift of a society that wishes to extinguish itself and refuses to question its own origins. It is a society, as Spengler would say, that opts for civilization over culture. Seeking one’s roots is not like rummaging through a "spiritual antique shop" for impossible solutions. Rather, it means following the guidance of St. Augustine, who wrote: "In interiore habitat Veritas" (In Eng.: Truth dwells within). This interiority is certainly complex, but from its study can spark a flame that may transform into the light of a New Humanism.


What is the relationship between Freemasonry and esotericism?


Freemasonry does not exhaust the Esoteric Tradition; it is a part of it. Given that the Esoteric Tradition implies the pursuit of a deep spirituality, if Freemasonry is instead conceived by its members as a means to multiply material interests or power, it becomes no different from any lobby or political party. In that case, it has nothing to do with the Esoteric Tradition.


The dictionary references Nazism, which was very sensitive to esoteric culture. Can you clarify this correlation?


The Esoteric Tradition pursues a symbolic order in which both the individual and the collective find meaning. In post-WWI Germany, every form of symbolic order had crumbled. This order had been the social and political glue since time immemorial: the monarchy had fallen, Prussian militarism had melted away, and religiosity was tested by a devastating war. When these conditions occur without a new consolidated symbolic order, virulent ancestral archetypal forms emerge from the collective unconscious, as Jung would say. They create a "new order" that literally possesses people, who then identify with archaic figures where primordial violence is untempered. This is how Nazism was born, and it is a vortex into which modern societies, seized by destructive fury, risk falling.


The entry "Accabadora" stands out, linking us to Sardinian roots and evoking a successful novel written by Michela Murgia. How is folklore a "guardian" of esoteric content?


Folklore does not "guard" the Esoteric Tradition; it is part of it. It represents a repository of knowledge and behaviors where spirituality, nature, and religiosity merge. Understanding them requires more than just anthropological knowledge; it requires spiritual maturity. One must have explored the complexity of the human soul to understand the needs to which customs like the accabadora respond, and the meaning they assume—in different modes—in the modern world.


Can we speak of "esoteric wisdom"? To whom does it belong today?


"Esoteric wisdom" certainly exists. It does not belong to anyone in particular—magicians, gurus, or philosophers—but to all those who, with courage and iron will, undertake a journey into their own interiority to find their spiritual center and rediscover the Lost Light. A Light that continues to illuminate the world, even if the world rejects it.


Professor Bonvecchio, esotericism is often seen as conflicting with Christianity. Nevertheless, according to Father Francesco Bamonte, the esoteric view has nothing in common with faith in God, but is the result of a cultural syncretism of various doctrines (pagan, Gnostic). Does the crisis of faith favor the spread of esotericism as an alternative belief?


The Esoteric Tradition is absolutely not in conflict with Christianity, as it is not a religion but a "wisdom path" (cammino sapienziale) for seeking one's soul. In the Middle Ages and the Renaissance, illustrious thinkers—from Meister Eckhart to Hildegard of Bingen, from Marsilio Ficino to Pico della Mirandola, not to mention Dante—can be considered fully Christian thinkers while following the Esoteric Tradition. It is not, and cannot be, an alternative to Faith. It is no coincidence that the Mutus Liber, a famous alchemical text, states that without the help of God, it is impossible to achieve the Great Work.


Who is this Dictionary addressed to?


To all those who want to approach the theme of the Esoteric Tradition with clarity, and specifically to those who wish to use this text as a modest aid for their inner search. A search that should lead one to become "men (and women) of desire," as Louis-Claude de Saint-Martin hoped, attributing to the word "desire" the spiritual meaning of the search for the Absolute. (The Editor)


 
 
 

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