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Cooking: a Breath of Fresh Air that Sets You Free

  • 2 days ago
  • 6 min read

In the editorial / social project conceived by journalist Arianna Augustoni, convicts from Bassone prison in Como become veritable chefs. The project brings together a magazine, recipes shared on social media, books and short story collections to form an inclusive network. Augustoni, a recent award winner, introduces the readers of Rekh Magazine to the "Cucinare al Fresco" project


Pasta alla carbonara (Wix Pics)
Pasta alla carbonara (Wix Pics)


La giornalista Arianna Augustoni ha ottenuto una menzione speciale per il progetto Cucinare al Fresco nell’ambito del Premio Internazionale di Giornalismo e Comunicazione 2026 La Rosa d’Oro, promosso dall’Associazione Internazionale Regina Elena Delegazione Italiana e consegnato durante la cerimonia alla Scuola Militare Teulié di Milano.


di Arianna Augustoni



C’è un carcere, a Como, dove da anni il tempo della pena prova a trasformarsi anche in tempo di crescita. Alla Casa Circondariale Bassone, infatti, da oltre nove anni prende forma un’esperienza che mette al centro le persone detenute, offrendo occasioni concrete di responsabilità, relazione e reinserimento. Si chiama Cucinare al Fresco ed è oggi considerato uno dei progetti pilota del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.

Nato quasi per gioco, come una sfida tra alcuni detenuti, il progetto si è sviluppato negli anni fino a diventare un laboratorio umano e culturale capace di andare ben oltre la cucina. Perché il cibo, in questo caso, è solo il punto di partenza. Attorno a una ricetta si intrecciano identità, memoria, incontro tra culture diverse, rispetto delle regole e capacità di lavorare insieme.

Per chi vive la detenzione, il cibo non rappresenta soltanto nutrimento. È uno dei pochi momenti di pausa dalla durezza della quotidianità, uno spazio di condivisione, un’occasione per sentirsi ancora parte di qualcosa. È il profumo di casa che riaffiora all’improvviso, il ricordo della famiglia, di una tavola apparecchiata, di un passato che continua a vivere nella memoria. Ma è anche un incontro tra tradizioni diverse, uno scambio di sapori, racconti personali e abitudini che arrivano da mondi lontani.


La giornalista Arianna Augustoni durante la premiazione per "Cucinare al fresco"
La giornalista Arianna Augustoni durante la premiazione per "Cucinare al fresco"

Cucinare al Fresco


Da questa intuizione è nata anche la testata giornalistica Cucinare al Fresco, che ha trasformato la cucina in uno strumento di racconto e di relazione. I detenuti descrivono come si alimentano all’interno dell’istituto, quali ingredienti utilizzano, come riescono a preparare piatti con ciò che hanno a disposizione. Ma dietro ogni ricetta emerge molto di più: resilienza, creatività, nostalgia, desiderio di riscatto. Perché cucinare, in quel contesto, significa ancora poter scegliere, inventare, condividere.Negli anni il progetto ha coinvolto anche altri istituti penitenziari italiani, diffondendosi da nord a sud del Paese. Poi la pandemia ha rallentato attività e contatti, interrompendo un percorso che proprio nei momenti più difficili avrebbe avuto ancora più valore. Ma l’energia del gruppo non si è spenta. Oggi, al Bassone di Como, Cucinare al Fresco è nel pieno del fermento, non si è mai fermato e sta continuando con rinnovato slancio. Durante la settimana i detenuti lavorano in autonomia e ogni venerdì si tiene una riunione (con la responsabile Arianna Augustoni, ndr) durante la quale vengono raccolte idee, materiali e testimonianze. Non è solo un esercizio di scrittura: è un percorso fatto di ascolto, collaborazione, organizzazione e rispetto dei ruoli.

Alcune ricette dei detenuti pubblicate su IG, da Cucinare al Fresco
Alcune ricette dei detenuti pubblicate su IG, da Cucinare al Fresco

Il progetto Orti del Bassone


Accanto a questa esperienza è cresciuto anche Orti del Bassone, progetto sostenuto dal Rotary Club Colline Comasche e Appiano Gentile, grazie all’impegno di Maria Pisani e Anna Zottola. Un’iniziativa che sta dando risultati significativi e che dimostra come il contatto con la terra, con la cura quotidiana e con i tempi della natura possa diventare occasione educativa e strumento concreto di responsabilizzazione.

Sono percorsi preziosi perché superano il semplice modello della lezione frontale. Qui i detenuti non ricevono soltanto nozioni: diventano protagonisti attivi, imparano a collaborare, si confrontano con volontari e ospiti esterni, sperimentano quelle dinamiche relazionali che nella vita quotidiana sono essenziali. Ed è proprio questo il punto centrale: il carcere non può limitarsi a custodire. Deve anche preparare al ritorno nella società. Quando una persona detenuta impara a confrontarsi, a progettare, a rispettare tempi e compiti, a raccontarsi senza vergogna, sta già compiendo un tratto decisivo del proprio reinserimento. In questi giorni il valore del loro lavoro ha ricevuto anche un importante riconoscimento.


L’importanza del premio


Il premio recente valorizza la comunicazione sociale e solidale, ma soprattutto conferma un principio essenziale: dietro ogni progetto riuscito non c’è mai una sola persona, bensì una squadra che lavora con serietà, rispetto delle regole e condivisione dei ruoli. La stessa Arianna Augustoni ha voluto dedicare il riconoscimento a educatori, collaboratori e a chi ha contribuito alla crescita dell’iniziativa, tra cui i due compagni di avventura Alessandro Tommasi e Giuseppe Bevacqua per la parte grafica editoriale, saliti subito a bordo non appena messi a conoscenza dell’idea. Un gesto che racconta bene lo spirito autentico di questa esperienza.

Negli anni la redazione di Cucinare al Fresco ha partecipato a numerose iniziative esterne come Scrittori Dentro e Cuochi Dentro, progetti nazionali rivolti alle carceri italiane. Due ragazzi della redazione sono in finale all’edizione 2026 di Scrittori Dentro. Un risultato che vale molto più di una classifica: significa essere ascoltati, riconosciuti, considerati persone capaci di esprimere pensiero e talento.


Cantiere di scrittura


Grazie alla collaborazione con la giornalista e ghostwriter Silvia Granata, anche quest’anno nasceranno nuovi racconti destinati a una pubblicazione prevista entro la fine dell’anno. Il tema del 2026 sarà: Infanzia: memorie, sogni, ferite e speranze. Parole potenti. Perché spesso è proprio nell’infanzia che si nascondono le radici delle fragilità, ma anche la forza per rinascere.Nell’edizione 2025, il volume Prova d’orchestra, a cura di Silvia Granata, ha raccolto cinque storie di ragazzi della redazione che hanno scelto di raccontarsi senza filtri, condividendo aspetti profondi e personali della propria vita. Un atto di coraggio che vale più di molte sentenze. L’iniziativa è partita dall’Istituto di Bollate e successivamente ha coinvolto anche la redazione guidata da Arianna Augustoni.Progetti come Cucinare al Fresco ci ricordano una verità che la società dimentica troppo facilmente: una persona non coincide con il suo errore. Ogni essere umano conserva la possibilità di cambiare, di imparare, di ricostruirsi.

E quando il carcere diventa luogo di cultura, di scrittura, di lavoro condiviso, di terra coltivata e di pane spezzato insieme, allora non vince soltanto chi è detenuto. Vince tutta la società.


Abstract in English


In the Bassone District House (the Prison of Como), the concept of punitive time is being redefined as a transformative journey of personal growth. For almost a decade, the "Cucinare al Fresco" pilot project created by Arianna Augustoni and her team has used the kitchen as a laboratory for human connection and social reintegration, not just a place to eat. What started as an informal culinary challenge has evolved into a sophisticated cultural hub where recipes act as catalysts for identity, memory and cross-cultural dialogue. The initiative has also given rise to a dedicated journalistic publication in which detainees document their daily lives, blending culinary ingenuity with profound reflections on resilience and the pursuit of redemption. By managing the editorial process, from writing to graphic design, participants engage in rigorous exercises in professional responsibility and collaborative ethics. Complementing this is the "Orti del Bassone" (Bassone Orchards) project, which uses horticultural therapy to teach responsibility through the patient rhythms of nature.

Journalist Arianna Augustoni received a special mention for "Cucinare al Fresco" at the 2026 "La Rosa d’Oro" International Journalism and Communication Awards. The event was promoted by the Italian Delegation of the International Queen Elena Association and presented during a ceremony at the Teulié Military School in Milan

The project’s impact, as Arianna Augustoni writes in her article, is evident in its expansion across Italian penitentiaries and its recent accolades in social communication and solidarity. The editorial team continues to thrive in 2026, collaborating with professional writers to produce literary works that explore profound themes such as childhood and trauma. These narratives enable the detainees to be recognised as individuals with voices and talents, rather than being defined solely by their past mistakes.


Ultimately, the case study of "Cucinare al Fresco" proves that when a prison fosters culture, labour and shared humanity, it ceases to be merely a place of detention. Instead, it becomes a bridge to the community, proving that reintegration is a collective victory for both the individual and society at large. (The Editor)

 
 
 

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