The "Blue Economy" Under the Spotlights
Naturalist Professor Cristiana Fisogni reviews Mariarita Persichetti’s reportage titled "Blue economy. Storie dall'Italia del mare" (Arcadia Edizioni). The essay provides a critical, systemic examination of the Mediterranean Sea by analyzing the complex intersections between governance, socioeconomic dynamics, and ecological conservation

Di Cristiana Fisogni
Nel suo saggio-inchiesta "Blue economy. Storie dall'Italia del mare" (Arcadia Edizioni, 158 pagine, 18 euro), Mariarita Persichetti propone un viaggio nel blu dipinto di blu del Mare nostrum Mediterraneo, con tutte le sfaccettature a cui gli operatori e i fruitori, siano essi turisti o acquirenti del pesce al banco del mercato, forse non pensano.
Il mare, è proprio il caso di dirlo, di normative, di leggi, del diritto, delle competenze statali, regionali, comunali e anche familiari, fa andare con la memoria a un cartone animato di Obelix ed Asterix: "Le 12 fatiche di Asterix". I due protagonisti, cercando di ottenere il lasciapassare A38, hanno quasi perso il senno entrando nell'edificio della burocrazia, nell'episodio "La casa che rende folli".

L'autrice, in alcune decine di pagine, perché serve anche capire appieno la complicazione della macchina legislativa, cerca di avvicinarci alla comprensione della governance del mare. Qualche dato. Il 90% del commercio internazionale viaggia via mare e, dunque, risultano strategici i porti. Quelli italiani, per la precisione, regolano il 20% del traffico marittimo mondiale che si svolge sul Mar Mediterraneo. Chi è padrone dei porti? Le famiglie proprietarie delle Compagnie Marittime in Italia sono in minima parte italiane, vicine a famiglie di Singapore, di Danimarca, Cina e Germania . Poi ci sono i Terminalisti che gestiscono la parte operativa: sapevate che il Terminal Voltri a Genova parla la lingua di Singapore?
Una nota positiva è che l'Italia è leader assoluto, detenendo il 40% del traffico, nel trasporto a corto raggio che collega i porti del Mediterraneo tra loro.
Sempre nel libro di Persichetti si scopre che il porto di Trieste ha un gran vantaggio: dal 1947, col Trattato di Parigi, ma completamente attuato solo nel 2017, gode dello status di extradoganalità per cui non si pagano i dazi durante lo stoccaggio!
E si apprende che il porto di Genova nel 2024 ha movimentato 50 milioni di tonnellate di merci. Niente male...
Ma il mare non è solo commercio e smercio, ma anche turismo, vacanze e spiagge. E di chi sono le spiagge? Le spiagge sono beni pubblici, inalienabili e indisponibili, perciò nessuno le può acquistare o vendere o appropriarsene in modo permanente. Ma temporaneo sì . Ed ecco il fiorire di concessioni balneari: ben 12.000.
È annosa la questione della loro regolamentazione e saranno i posteri a mettere la parola fine che ad oggi non c'è.
Il granchio blu , una per tutte, la specie aliena più discussa nelle ultime stagioni. Il cambiamento ambientale, l'uso e l'abuso della pesca, l'inquinamento, l'innalzamento della temperatura dei mari, la loro acidificazione, le ondate di calore che portano tornado e cicloni, ma anche il fermo della pesca e le quote della stessa: tutti questi fenomeni sono spiegati nella loro definizione e nelle conseguenze.
Ma il mare è molto di più: una sentinella rilevatrice degli effetti generati da queste problematiche.
Cosa salverà il nostro mare ? Le start up? Il fishing for litter, cioè il pescatore operatore ambientale ... l'algocoltura?
Tutto aiuta, ma soprattutto occorre agire in scienza e coscienza per operare nel migliore dei modi verso la salvaguardia degli ecosistemi marini. Un plauso all'autrice di questo saggio-inchiesta che ha il merito di far conoscere un contesto economico-ambientale troppo spesso sottostimato.
Chi è l'autrice

Cristiana Fisogni, naturalista e docente di liceo, madre di due figlie e un figlio ormai grandi, vive e lavora in provincia di Lecco. Autrice di "Femmine che dicono NO. La riluttanza sessuale negli animali" (3 edizioni, Rekh Magazine Papers, traduzione in inglese nel 2027), tiene la rubrica The Naturalist's Corner sul supplemento letterario Rekh Magazine Leisure. Le sue iniziative didattiche, come l'ORTO INCLUSIVO, hanno sempre richiamato l'attenzione dei media.
Abstract in English
Reviewed by naturalist Professor Cristiana Fisogni, Mariarita Persichetti’s reportage titled"Blue economy. Storie dall'Italia del mare" (Arcadia Edizioni, 158 pagine, 18 euro) provides a critical examination of the Mediterranean Sea (Mare Nostrum), analyzing the complex intersections between marine governance, socioeconomic dynamics, and ecological conservation. Persichetti, a journalist, navigates the labyrinthine legal and bureaucratic frameworks—spanning municipal, regional, and national jurisdictions—that regulate maritime activities, likening their complexity to bureaucratic Absurdism. Grounded in economic realities, the essay highlights that 90% of global trade moves by sea, with Italian ports playing a crucial strategic role by facilitating 20% of global Mediterranean traffic. Through detailed empirical references, such as Genoa’s handling of 50 million tons of cargo in 2024 and Trieste’s unique duty-free status under the Paris Treaty, Persichetti unravels port ownership, international maritime cartels, and terminal operators. Beyond trade, the work interrogates public domain management, focusing on the unresolved legislative battles surrounding Italy’s 12,000 beach concessions. Finally, the essay confronts environmental disruptions, evaluating bio-invasions—exemplified by the blue crab—acidification, climate-induced thermal surges, and fishery regulations. Ultimately, Persichetti posits that while technological startups, "fishing for litter" initiatives, and algaculture are vital, the salvation of marine ecosystems demands an integrated alignment of scientific rigor and ethical governance. (The Editor)



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