The Red Valentino's Alchemy
- Primavera Fisogni
- 3 days ago
- 3 min read
Professor Marina Nelli, the leading specialist in the fields of colors and textiles, writes a paper for Rekh Magazine concerning the iconic color of fashion's last emperor, who recently passed away: a term that is commonly used but, up to now, never clearly explained...

di Marina Nelli
Con la scomparsa di Valentino parrebbe definitivo il suo colore iconico: quel rosso lacca, dalla fiamma gialla, esaltato da taffetas, organze, velluti, uniti, stampati, jacquard, spesso fatti della fibra più nobile, la seta, quella seta che ha saputo tramare, coniugare, esaltare, in un coacervo di bellezza rasentante la perfezione: dialoghi tra forme classiche durevoli e dettagli sartorialmente studiati per un designer “reale”, teatrale e composto, dove il gusto scenografico conviveva (convive) con il perdurare di una forma senza tempo.
Se il colore non è solo esteriorità, ma ibridazione con i tanti piani interiori, spesso protetti da maschere rituali, ecco che è facile scoprire in questo rosso smaltato convenzionale spessori di brace e vinacce, una torbidità complessa di silenzi e pensieri: ombre di granata cupa e aubergine stratificata. Il contrasto con il bianco, le ultime rose sfiorate, sottolinea la voce del silenzio, corazza e scudo, protezione: bianco, colore fragile e caduco, narcisistico rifugio che diventa simbolo di un bozzolo protettivo coriaceo ma, come nella realtà animale, tortuosamente costruito di fili allineati, facili però da sparigliare.
La bellezza, ossessione di Valentino, di cui perfino “si scusa” per l’inevitabile fatale rimando, se del rosso si accende in barbagli incandescenti, con il bianco si impalca, difendendo il suo sogno. Se il colore è codice e segno, e nella sua incessante circolarità mischia le sfumature e ne contraddice gli itinerari, ecco che Valentino dei grevi residui di rosso combusto si libera e fa di quella fiamma gialla, che il suo rosso connota, un anelito di libertà. Se il giallo è così profonda sensibilità, nervi e fibre dolenti, amplificante le sensazioni, motivante le percezioni, se è intelligenza acuta e fremente che perfora la corazza di bianco e l’estasi del rosso sublima, quanto “giallo” c’è in Valentino, tanto idolatrato, forse da pochi veramente amato.
Piace immaginarselo costruire ora un abito nuovo, immaginifico e finalmente eccessivo, forse di gazar di seta color oro con crepe di tamarindo, che scolpisce appena il busto per librarsi poi in nuvole leggere, gonfie di sole, di cui il rosso, celebrazione e condanna, è solo un residuo di tramonto infuocato, fuso nella memoria ma dissolto nel tempo, libero nel sentimento di assoluzione della propria prigione.

Chi è l'autrice
Marina Nelli. Studi tecnici e poi umanistici, letterari e psicologici, per coniugare discipline solo apparentemente antitetiche. Comune denominatore: il "colore", codice e segno di ogni passione e ricerca. Attività pluriennale al fianco di importanti aziende quanto mai diversificate in ideazione e produzione di materiali, ricerca, amore per la grafica e il disegno, sempre attribuite alla forma e alla destinazione d'uso finale. L'esperienza aziendale è stata sempre affiancata dall'insegnamento in prestigiose università e scuole, inteso come educazione personalizzante evolutiva e grande vicinanza affettiva, oltre che tecnica, ai giovani, un fil rouge che continua, prima, durante e dopo, ricercando, curando, promuovendo l'inserimento di ragazzi e ragazze nel lavoro e nella vita. La scrittura continuamente perseguita, creativa, sostenibile, ricca di memoria e avida di futuro, è faro di esplorazione e motivo di vita. Oltre a numerosissimi articoli su testate italiane ed estere, conferenze, prefazioni, saggi, partecipazioni ad eventi, ha pubblicato i volumi: La grammatica del colore, Quaderni colore, Archivi diffusi e La creatività è sostenibile?.



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