The Stuff Plants Are Made Of...
Quoting Shakespeare's "The Tempest" ("The Stuff Dreams Are Made Of"), our trip to Orticolario 2026 begins. Naturalist and Professor Cristiana Fisogni explores the fascination of nature suspended between the real and the dream. From 1 to 4 October in Villa Erba, at Cernobbio (Lake Como), the 16 th edition of the gardening festival, which this year is dedicated to the theme En rêverie

Di Cristiana Fisogni
Il giardino dell’Eden, a pensarci bene, avrei proprio voluto vederlo. La Bibbia ci dice pochissimo su quali fioriture lo componessero. Ma sappiamo che esisteva almeno un albero un po’ particolare. O almeno, così il serpente maligno – alias Satana – aveva fatto credere ai progenitori Adamo ed Eva. Cosa successe è noto. Il presunto albero della conoscenza, secondo il racconto della Genesi, finì per gabbare i progenitori, inducendoli al peccato e all’esilio da quel paradiso che resta nell’immaginario come un ambiente naturale, oltre che umano, privo di conflitti, per non dire distruttivi eventi geoclimatici.
L’immaginario, in botanica, si dà a vedere come un capitolo affascinante, che ha suggestionato la letteratura, l’arte, non meno che la quotidianità di chi non resta insensibile all’armonia della natura. Un aspetto intercettato quest’anno da Orticolario, il festival di giardinaggio evoluto in programma dall’1 al 4 ottobre a Villa Erba di Cernobbio. En rêverie è il tema ispiratore della sedicesima edizione che spazia tra sogno, illusione e piante fantastiche protagoniste di un racconto che supera i confini del reale. Ogni giorno i lettori di Rekh Magazine, nel supplemento Rekh Magazine Leisure, saranno i benvenuti nel Naturalist Corner in cui ci avvicineremo alle suggestioni di En rêverie.
Sarà anche l’occasione, al di là dell’evento di Cernobbio, per parlare di piante e fiori secondo una prospettiva “sospesa”, non strettamente scientifica, dal respiro multidisciplinare
L’immaginario botanico di Dante
Oltre alla Bibbia, la storia culturale delle civiltà si presenta puntellata di piante immaginarie,
Nel tessuto profondo della Divina Commedia, a partire dalla "Selva oscura" in cui inizia il viaggio agli Inferi del poeta, in compagnia di Virgilio, la flora cessa di essere puro ornamento paesaggistico per ergersi a complessa architettura teologica, dove la precisione del dato biologico si fonde con la vertigine dell'allegoria. Dante Alighieri rielabora la materia della natura alla luce della filosofia medievale, trasformando ogni radice, ramo o fiore in una potente metafora in carne ed ossa capaci di legare la legge del mondo fisico al destino spirituale dell'anima. Nel Canto XIII dell’Inferno, la natura subisce una violenta inversione ontologica: nella selva dei suicidi non scorre linfa ma sangue nerastro. L’anima del dannato, scagliata dalla giustizia divina come un seme casuale, germoglia in uno stecco contorto e fosco, incapace di produrre fronde verdi.
Qui la botanica si fa pena eterna: chi ha rinunciato al proprio corpo umano viene degradato al regno vegetale, prigioniero di nodi e spine, condannato a poter dare voce al proprio dolore solo quando i rami vengono spezzati dalle Arpie. Risalendo la montagna del Purgatorio, la vegetazione cambia forma e funzione pedagogica. Nella sesta cornice, dove i golosi purificano la carne, appaiono due alberi dalla geometria paradossale. Il primo presenta un cono rovesciato, con la chioma larghissima in cima che si assottiglia verso il basso, bagnato da un'acqua chiarissima e inaccessibile: una struttura impossibile che impedisce la scalata e costringe lo sguardo e il desiderio verso l'alto, convertendo la fame corporea in sete di Dio.

Il secondo albero è una propaggine nata direttamente dall'Albero della conoscenza dell'Eden, dalle cui fronde risuonano moniti di temperanza che ricordano come il primo peccato dell'umanità sia nato proprio da un atto di cupidigia.
Giunto sulla cima del Purgatorio, nel Paradiso Terrestre, Dante descrive una legge biologica ideale: l'Eden è la matrice del pianeta, capace di generare specie vegetali senza bisogno di seme palese, poiché il vento divino disperde nell'aria "germi ideali" che fecondano il mondo terreno. Sempre qui si erge l'Albero Mistico della Giustizia, inizialmente spoglio e arido a causa del peccato adamitico, che rivive miracolosamente quando il carro della Chiesa vi viene legato dal Grifone. La sua fioritura istantanea si tinge di un colore unico, tra la rosa e la viola, simbolo del sangue versato da Cristo per la Redenzione. Infine, nell'Empireo, la materia vegetale perde ogni residuo organico per sublimarsi nella Candida Rosa dei Beati, un'immensa struttura floreale di pura luce i cui petali costituiscono i seggi delle anime. Tra il calice divino e i beati volano angeli come api d'oro, dispensando amore e pace. Dal rovo contorto dell'inferno alla rosa di luce celestiale, la botanica dantesca traccia così un vertiginoso percorso di purificazione, dove il regno vegetale diventa lo specchio visibile dell'ordine divino e della salvezza dell'uomo.
En rêverie: piante che fanno sognare, a Orticolario 2026
E ora, dopo un po' di divagazioni letterarie, entriamo nell'immaginario di Orticolario 2026. Difficile non conoscere questo nome, dopo tante edizioni di successo, con una formula che intreccia giardinaggio, ricerca botanica, a cultura, in un crescendo di suggestioni.

Dall'1 al 4 ottobre 2026, il parco storico di Villa Erba a Cernobbio (CO), dimora sul Lago di Como appartenuta alla famiglia del regista Luchino Visconti, torna ad accogliere il festival di giardinaggio evoluto. Il tema "En rêverie", come si è detto all'inizio, si presenta come un filo conduttore che intreccia sogno, illusione e piante fantastiche per offrire al pubblico una sorta di "Enciclopedia del quasi-reale" capace di superare i confini del quotidiano.
Per quattro giorni, la manifestazione proporrà un ricco programma culturale che mette in dialogo scienza, arte, filosofia e immaginazione. Nel cuore del padiglione centrale – arricchito dal progetto di Mario Mariani / Central Park e Matteo Boccardo – troverà spazio una struttura organica curata da CanyaLab per ospitare dibattiti e conferenze. Al contempo, il parco e le sale della Villa storiche si animeranno con performance ambientali, esperienze sensoriali e laboratori dedicati.
I protagonisti e gli incontri
Ospite d'Onore dell'edizione 2026 è Luigi Serafini, artista, architetto e celebre autore del Codex Seraphinianus. Venerdì 2 ottobre (ore 11:30), Serafini condurrà l’incontro "Sognare l'impossibile. La botanica dell'immaginazione", introdotto da Moritz Mantero e moderato da Chiara Rostagno (vicedirettrice della Pinacoteca di Brera). La sua ricerca su botaniche inesistenti e mondi alternativi incarna appieno lo spirito della rassegna.
Completano la proposta circa 250 espositori selezionati di piante rare e artigianato artistico, le installazioni del Concorso Spazi Creativi e i workshop pratici (dalla realizzazione di acchiappasogni botanici con Marzia Gullino alle lavorazioni in ceramica con Le Terre della Torre). L'evento sostiene inoltre il Fondo Amici di Orticolario a favore di progetti paesaggistici ed enti benefici locali.
Date: 1-4 Ottobre 2026
Sede: Villa Erba, Cernobbio (CO) – Lago di Como
Contatti: Tel. +39 031 3347503 | Mail: info@orticolario.it
Sito web: www.orticolario.it
Abstract in English
In her exploration of the botanical imagination, naturalist Cristiana Fisogni examines how humanity weaves fantasy, allegory, and spirituality into the plant kingdom, tracing a path from ancient sacred texts to medieval literature and modern cultural festivals. The journey begins with the foundational myth of the Garden of Eden, a conflict-free paradise harboring the enigmatic Tree of Knowledge. Beyond biblical narrative, imaginary plants have long captivated art, literature, and everyday human experience, offering a suspended, multidisciplinary perspective that transcends strict scientific analysis to touch upon deeper emotional and symbolic truths.
This symbolic power reaches its zenith in Dante Alighieri’s Divine Comedy, where flora transforms from simple scenery into a complex theological architecture. Dante merges medieval philosophy with precise biological detail, using plant life to mirror the spiritual state of the human soul. In the dark forest of the suicides in Inferno, damned souls who rejected their physical bodies are reduced to twisted, leafless thorn bushes that bleed dark fluid and speak only when their branches are broken. Ascending into Purgatorio, the flora takes on a corrective function through inverted trees that force gluttonous souls to look upward toward God, while the Earthly Paradise at the summit acts as a divine matrix generating plant life through heavenly breezes. There, the aridity of the Mystic Tree gives way to miraculous blooms symbolizing Christ's redemption, until the organic world ultimately sublimates in Paradiso into the Candida Rosa—an immense structure of pure light where angels fly like golden bees among the blessed.
This seamless intersection of botany, dreamscapes, and illusion forms the heart of Orticolario 2026, held from October 1 to 4 at the historic Villa Erba in Cernobbio on Lake Como. Guided by the theme En rêverie, the festival functions as an encyclopedia of the quasi-real, bridging science, philosophy, and art through immersive installations, environmental performances, and dynamic cultural debates. Bringing together around 250 exhibitors of rare plants and artisan crafts alongside hands-on creative workshops, the edition prominently features artist and architect Luigi Serafini, creator of the surreal Codex Seraphinianus, as Guest of Honor. By linking Dante’s allegorical forests with Orticolario’s modern living exhibits, Fisogni demonstrates how the plant realm remains a vivid mirror for human wonder, artistic expression, and the transcendent order of nature. (Rekh Magazine Leisure)



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