And You, Where Were You on 9/11?
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The third witness in Rekh Magazine's memorial to the Major Event that shocked the world 25 years ago is written by Francesca Bassi. All the papers published online will be collected together in a digital book, freely downloadable from the website

Di Francesca Bassi
Mi ricordo esattamente quando sono venuta a sapere dell’11 Settembre perché mi trovavo in un negozio di articoli elettronici per acquistare non so più cosa, credo poi di aver dimenticato cosa fosse dallo shock.
Ero nel reparto televisori e all’improvviso ho visto la scena dell’aereo che colpiva una delle Torri Gemelle e la scena si moltiplicava su tutti gli schermi, piccoli, grandi, giganteschi e curvi ed io ho pensato fosse uno dei soliti film che propongono disastri.
Poi però ho visto le persone portarsi le mani davanti al viso ed ognuno esclamava qualcosa, chi mormorando una preghiera, chi urlando una parolaccia.
In quel momento ho realizzato quanto stesse avvenendo, non c’era nessun Godzilla di mezzo, ma la cruda realtà di una mattina newyorkese che avrebbe cambiato le sorti del mondo.
Chi è l'autrice

Francesca Bassi è imprenditrice tessile, con base a Montorfano (Co) e business internazionale. La sua passione per i tessuti inizia quando era molto piccola. Da sempre nomade nel cuore, ha iniziato giovanissima a viaggiare per vendere le cravatte dell’azienda di famiglia a New York e Tokyo; poi all’inizio degli anni 90 ha iniziato la scoperta dell’India e dell’Oriente (“incuriosita dai racconti dei miei zii hippie”). Crea capi che sono il riflesso di questo cammino appassionato, lo specchio delle sue passioni e curiosità. Le collezioni di Francesca Bassi non inseguono la moda mainstream, ma un gusto mio particolare, capi realizzati con tessuti naturali di qualità e ben fatti, capi che durano al di là delle mode e delle stagioni.
English text
Francesca Bassi, a fashion entrepreneur from Montorfano (Como), vividly recalls the exact moment she learned about 9/11. She was browsing the television department of an electronics store—looking for an item she quickly forgot due to the ensuing shock—when the image of a plane striking one of the Twin Towers suddenly multiplied across dozens of screens of every shape and size. At first, she assumed it was just another Hollywood disaster film. However, the illusion vanished as the people around her gasped, covered their faces, whispered prayers, or swore in horror. Realising this was no movie monster but a stark New York morning unfolding in real time, she recognised that the world had fundamentally shifted forever. (The Editor)



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