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Furniture: Spotlights on Classic Style

  • 2 days ago
  • 3 min read

One of the leading productions from the Cantù and Brianza districts is facing a shortage of craftsmen. This is a wake-up call for Italian excellence around the world. We spoke to Matteo Minotti (Minotti Luigi & Benigno, Cabiate) at the Salone del Mobile at the Rho Fiera hub


Particolare dello stand di Matteo Minotti al Salone del Mobile di Milano, in corso a Rho Fiera
Particolare dello stand di Matteo Minotti al Salone del Mobile di Milano, in corso a Rho Fiera

By Primavera Fisogni



Un pianoforte luccicante, rivestito di pietre e legni di pregio, con finiture d'oro, accoglie i visitatori all'ingresso dello stand di Minotti Luigi & Benigno (Cabiate, Como) al Salone del Mobile di Milano (21-26 aprile, Rho Fiera). Il brand rinvia ad una delle aziende italiane più apprezzate nell'ambito della produzione dei mobili, espressione del lusso artigianale.

Il classico, in verità, è qualcosa di più dell'arredo luxury.

Sì, perché l'esclusività dei materiali incontra la storia dell'interior, resa tradizione da tramandare, con poche ma fondamentali variazioni. E qui risiede un problema niente affatto classico, quanto semmai contemporaneo: la manodopera qualificata per realizzare poltrone, tavoli, divani, pouf o altri luccicanti mobili "in stile" è ormai ridotta al lumicino. Un fattore generazionale che alimenta forte preoccupazione, come ribadisce l'imprenditore Matteo Minotti, nel ricevere Rekh Magazine nel suo stand.

"I nostri migliori intagliatori hanno in media 75 anni - ammette - Questo significa, purtroppo, che se non arrivano generazioni pronte a prendere il posto di questi artisti del legno, si va verso l'estinzione di competenze essenziali per il distretto, e più che mai insostituibili per il "classico"... ". A guardare lo splendore dell'oro che accende motivi floreali decorativi, tra specchi che ricordano le sale di Versailles in un tripudio di velluti, marmi, metalli preziosi, sembra impossibile che questo arredo tanto ricercato stia affrontando forse il momento più delicato della propria storia. A non mancare è la passione. Quella del fare impresa, certamente, ma soprattutto la volontà di credere in un design troppo spesso dato per superato, al confronto con il minimalismo urban contemporaneo.

"Siamo alla terza generazione - dice Matteo Minotti -: la nostra è una vocazione per il bello. Il classico è essenzialmente il rifacimento dei mobili d'epoca, ad esempio questa poltrona ha un "piedino" in stile Luigi XVI. Vanno seguite regole architettoniche precise". Si tratta, per ricchezza di materiali e complessità della produzione, di un settore di nicchia, amato però in tutto il mondo, senza distinzioni.

"Ha una caratteristica prettamente residenziale - aggiunge l'imprenditore - Il cliente sa quello che vuole. Chi sceglie il classico, sposa un'idea di comfort oltre che di bellezza. La casa classica è indubbiamente più calda di quella moderna".

Il tratto artigianale si nota nell'aspetto "tailor made" dei mobili. "La clientela sceglie, ad esempio, il velluto, la seta o altri materiali per rivestire le imbottiture. C'è la possibilità di declinare in modo molto personale i prodotti scelti".

Come per l'alta moda - settore del Made in Italy altrettanto in sofferenza per la crisi degli artigiani specializzati - ogni pezzo è unico, frutto di un lavoro complesso, di squadra, in cui non si contano le ore di lavorazione.

"Per una poltrona - fa notare Matteo Minotti - serve l'apporto di dieci persone".

L'artigiano segue l'intero progetto.

"Non è un caso che, da sempre, i migliori architetti sono i nostri falegnami" conclude Matteo Minotti.


© Copyright Rekh Magazine

English abstract


At the Salone del Mobile 2026, at Rho Fiera, the entrance to the Minotti Luigi & Benigno stand, a piano adorned with jewels serves as a dazzling tribute to the pinnacle of Italian furniture craftsmanship. However, this 'classic' style is far more than an aesthetic choice; it represents the intersection of exclusive materials and a centuries-old tradition passed down through generations. Yet beneath the splendour of gold-leafed floral motifs and Versailles-inspired mirrors, a contemporary crisis looms: the imminent extinction of the skilled workforce. Entrepreneur Matteo Minotti highlights a stark generational divide, noting that his top woodcarvers are on average 75 years old. Without a fresh influx of young artisans, the irreplaceable skills essential to this specialised district are in danger of disappearing forever. Despite the global shift towards urban minimalism, Minotti defends the classic style as a 'vocation for beauty' that adheres to rigorous architectural rules, such as the precise geometry of a Louis XVI-style foot, while offering warmth and residential comfort that modern design often lacks. (The Editor)


 
 
 

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