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Listening to the Voice of Wood

  • 3 days ago
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Isabelle Rigal's table and tools for Riva1920 tell a story that deserves to be known. A conversation with the French-Italian designer today at the opening day of Salone del Mobile at Rho Fiera, in Milan


La designer italo-francese Isabelle Rigal oggi al Salone del Mobile, accanto ad alcune sue opere, realizzate per Riva 1920
La designer italo-francese Isabelle Rigal oggi al Salone del Mobile, accanto ad alcune sue opere, realizzate per Riva 1920

di Primavera Fisogni


Il profumo del legno qui è differente. Pura essenza di cedro, senza retrogusti di vernici né di lavorazioni meccaniche. Si tratta di un aroma delicato ma intenso che invita naturalmente a varcare la soglia del padiglione di Riva1920, collocato in un punto strategico del passaggio del Salone del Mobile e della Fiera di Rho (www.salonedelmobile.it), inaugurato oggi. Tra le molte novità, che oltre alla dimensione olfattiva rendono onore alla malleabilità del legno, modellato in forme bombate o reso somigliante a un imbottito, con effetto matelassé, anche tavoli dalle linee che catturano lo sguardo. Semplici e insieme sapienti.

"Progettare un tavolo sembra facile... Ma il legno, forse più di ogni altro materiale, va ascoltato, osservato, per capire dove va preso...".

Isabelle Rigal, la designer, ci invita ad accomodarci su sedute di legno color champagne. "Il colore della convivialità e della festa", aggiunge. Isabelle è francese, ça va sans dire, anche se per metà si considera italiana perché, oltre a vivere a Cantù, nel cuore artigiano del Made in Italy, va fiera di una lunga consuetudine con questo Paese.

"Negli anni '90 sono arrivata a Milano da Parigi, per aprire uno studio di design - dice di sé - Dopo dieci anni ho inaugurato un altro studio a Tokyo".

Trentacinque anni fa non erano molte le donne designer. Isabelle è stata una pionera.

"Noi francesi, come gli italiani, abbiamo qualcosa di unico, la cultura del design, che ci rende immediatamente riconoscibili per talento e progetto" riconosce.

"Sono arrivata al legno in virtù del mio modo di guardare all'essenziale e alla dimensione "quantica" di questo materiale", aggiunge. La parola rimanda alle interconnessioni tra la realtà - in particolare il contesto della natura - e il sentire personale, all'origine di un tessuto di vibrazioni profonde. "Il legno vive, va studiato, ascoltato - ribadisce Isabelle Rigal - Vede queste venature? Vanno valorizzate, perché dicono qualcosa della storia della pianta e queste suggestioni non possono che entrare anche nell'oggetto che si vuole realizzare".

Tra le sue creazioni recenti, lo sgabello "Circus", che completa il tavolo, sempre in cedro del Libano, con la stessa ispirazione: la palla al centro evoca i giocolieri sotto il tendone. Un gioco di equilibrismi tra compattezza e levità, che ritroviamo anche nel tavolo "Mondo", con il globo ospitato entro una struttura metallica sotto il piano di appoggio, e in "Tornado", in cui la struttura tortile della colonna dà l'impressione di ruotare in un vortice immaginario.


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English text


The scent of wood here is so special. It is the pure essence of cedar, free from the aftertaste of varnishes or mechanical processing. This delicate yet intense aroma naturally invites you to step inside the Riva1920 pavilion, which is strategically positioned along the main thoroughfare of the Salone del Mobile at the Rho Fair (www.salonedelmobile.it) and opened today. Among the many new releases, which honour the malleability of wood by shaping it into rounded forms or mimicking upholstery with a matelassé effect, are tables with striking lines. They are simple yet masterfully crafted.'Well, designing a table seems easy... But wood, perhaps more than any other material, must be listened to and observed to understand how it should be handled.'

Isabelle Rigal, the designer, invites us to take a seat on champagne-coloured wooden chairs. 'The colour of conviviality and celebration,' she adds. Isabelle is French, of course, though she considers herself half-Italian. Not only does she live in Cantù — the heart of 'Made in Italy' — but she also takes great pride in her long-standing relationship with Italy.'In the '90s, I came to Milan from Paris to open a design studio,' she says of her journey. 'Ten years later, I opened another studio in Tokyo.'Thirty-five years ago, female designers were few and far between. Isabelle was a pioneer. 'We French, like the Italians, possess something unique: a design culture that makes us recognisable immediately through our talent and vision,' she says.'I came to wood through my approach to the essential and the "quantum" dimension of this material,' she underlines. This refers to the interconnections between reality — specifically the context of nature — and personal feeling, which give rise to a fabric of deep vibrations.

'Wood is alive. It must be studied and listened to,' says Isabelle Rigal. 'Can you see these grains? They must be highlighted because they tell the story of the tree. These impressions will inevitably find their way into the object you wish to create.'Among her recent creations is the 'Circus' stool, which complements a table also crafted from Lebanese cedar and born of the same inspiration: the central sphere evokes jugglers under the big top. The stool strikes a balance between solidity and lightness — a theme also found in the 'Mondo' table, which features a globe housed within a metal structure beneath the tabletop, and in 'Tornado', where the twisting column creates the impression of rotating in an imaginary vortex. (The Editor)

 
 
 

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