Marina Nelli, a Textile Story of Colors
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A historian of fashion and a leading specialist in the psychology of color, who lives and works in Como, is interviewed by the editor. The conversation is collected in FEMMINILE, PLURALE, the newest hybrid book by Rekh Magazine Stories. The digital edition is attached below and can be downloaded freely

di Primavera Fisogni
Incontriamo la professoressa Marina Nelli1, storica del tessuto e della moda, specialista di ogni sfaccettatura del colore e autrice dalla scrittura sofisticata, nella “sua” Factory – il laboratorio creativo di Como dove Nelli svolge parte dell’attività didattica. Tra kimoni, collezioni di pezze, capolavori dell’upcycling e piante, tra pile di libri d’arte, cataloghi, prove di stampa, tavoli in metallo cromato di origine industriale, collezioni di disegni, trouvailles, c’è sempre il tempo per un tè. Cosicché ogni incontro, anche il più formale, assurge a momento cerimoniale dal carattere esclusivo.
Il filo rosso, per Marina Nelli, è qualcosa di più di una metafora. È immagine tessile. E materia intrisa di colore. Due mondi, il tessuto e il colore, che risultano inestricabili nella sua vita…
Il colore, che è codice e segno universale, e la materia, che ne esprime appieno l'essenza, sono stati e continuano a essere riferimenti preziosi e imprescindibili nella mia ricerca, nel mio studio e nella mia vita.
Al tessuto lei si è avvicinata a scuola, da studentessa del Setificio di Como. Il colore, invece, com'è diventato parte delle sue ricerche?
L'approccio scolastico, tecnico e creativo, dello studio di chimica tessile sicuramente ha contribuito a solidificare una passione che, ancora intuita più che acclamata, si solidifica poi nelle prime esperienze lavorative in tutto il suo vigore.
Tra gli intrecci suggestivi che hanno formato il tessuto della sua vita, professoressa Nelli, entra anche il microcosmo dei manicomi, che lei ha indagato più volte nei vari studi umanistici. Come si è trovata lì?
In realtà la curiosità prima, l'interesse e la "pietas" poi verso le tristi realtà manicomiali, istituzioni totali e negative di una volta, prima della riforma Basaglia, la avevo "sentite", ripercosse nel profondo fin da piccola, quando, quasi inconsapevolmente, ricercavo attorno a me -- più nella realtà che nella letteratura -- sintomi di genio e di follia, così profondamente intrisi di dolore e di esclusione. Studi e ricerche mai terminati del tutto.
Ai colori ha dedicato libri, enciclopedie, studi di impronta psicologica, articoli. Ma la sua esistenza a quali palette fa riferimento? Dall'infanzia ad oggi, ci sono colori che l'hanno accompagnata, confortata, fatta angosciare, sorpresa?
Il colore cambia, a volte tanto, nella nostra vita, seguendo percorsi individuali, spesso dolenti, accompagnando amori, siglando successi e confortando sconfitte, ma il famoso "fil rouge" ne è la spina dorsale. Il rosso ha dominato parti della mia vita, il verde mi ha "perdonata" (a volte), punte di viola mi hanno acceso, oggi abbracci di marrone mi accolgono.
Ma abbiamo bisogno di Pantone2? Dottoressa Nelli, non crede che sia una schiavitù, anche commerciale, questo dover dipendere da una serie di tonalità che, annualmente, condizionano le nostre scelte?
Pantone aggraziatamente propone annualmente una o più tonalità trend. È un indicatore come tanti, che convenzionalmente si legge per ragionarci e derivarne osservazioni multiple, nel settore tessile viene superato dai meccanismi di ideazione e produzione più temporalmente avanzati, ma resta come spunto e curiosità.
Chi non vede, può sentire i colori?
Lei insegna a giovani delle università. Sognano ancora questi ragazzi? E di che colori sono i loro progetti?
Voglio e cerco di insegnare a tanti giovani di varie scuole, credendo fermamente in una formazione continua. Modifico i linguaggi a seconda delle età e delle competenze, ma sempre il colore comanda le parole ed emoziona. I sogni dei ragazzi, per fortuna, esistono; spesso sono ibridi di sfumature variabili di intensità, alonati di paure, resi indistinti da incertezze, ma hanno squarci di passioni.
Nella Factory di Como, dove tiene lezioni e laboratori, workshop e conferenze, sembra di trovarsi in un mondo fuori dal tempo e dallo spazio. Oggetti tessili, di design, libri, piante, fili, colori si intrecciano in un suggestivo melting pot. Che storia ha questo luogo?
La Factory, luogo di creatività diffusa e di sperimentazioni incrociate, nasce parallelamente ad esperienze lavorative e didattiche, grazie alla visionaria intuizione industriale che crede fermamente nel rapporto tra scuole e aziende. Si alimenta continuamente dall'apporto dei giovani in un continuo scambio di idee e passioni.
Marina Nelli è un'autorità assoluta per le sue competenze. Come si costruisce una reputazione tanto solida in un contesto in continuo mutamento, come un distretto tessile?
Amo il mio lavoro e ringrazio sempre chi mi è stato vicino, i ragazzi soprattutto, che curo anche nella loro crescita professionale ed emotiva, ragion per cui si crea una "rete" di valori che dura nel tempo.
Professoressa, lei di recente, ha coordinato un “Mini Glossario Tessile” (Elpo Edizioni), insieme con gli studenti di alcune scuole. Mi ha colpito la ricchezza di dettagli di un mondo spesso subordinato alla moda.…
Il “Mini Glossario Tessile”, ultimo (per ora) di una serie di pubblicazioni, nato "in classe", frutto quindi di esperienze didattiche, è uno strumento semplice ma, credo, prezioso. Tascabile, facile, ma ricco di dettagli, vuole dare alla materia il suo giusto comprimario valore di ruolo e conoscenza.
In tanti anni di attività, lei ha visto decine di crisi e rinascite del distretto tessile. In base alla sua capacità di visione, quale futuro ci aspetta?
Le previsioni hanno futuro breve, "causa" anche dell'accelerazione tecnologica, ma comunque dipende da noi, dal nostro entusiasmo, dalla nostra volontà, dalla nostra cooperazione. Un colore che esprima il futuro che vedo è frammisto di giallo (lo sforzo, la tenacia, l'intelligenza razionale...) e di lavanda (un viola chiaro ma percettibile), che ci porti a non aver paura e spingerci sempre più in là, oltre i confini fisici e mentali.
Un suo libro recente si intitola "La creatività, è sostenibile?" (Elpo, 2023). Cosa significa porsi questa domanda?
La creatività, come ho cercato di spiegare nel mio libro, termine complesso e variegato, congiungendo, motivando, indicizzando, può essere sostenibile se la "sostenibilità", qui termine di confronto, veramente lo è. Al di là delle parole convenzionali, c'è ancora da fare: dipende da noi, perché sia un vero e proprio stile di vita.
Se guarda retrospettivamente la sua carriera professionale, trova dei mentori? O ci sono stati più ostacoli?
Ho avuto tanti ostacoli e tante fortune. Anche qualche mentore, ma non solo tra i più famosi. Ho ricevuto amore e competenze, ma il bilancio non è ancora chiuso.
Anche la scrittura innerva la sua esistenza. Una scrittura molto ricercata, sul piano lessicale, emozionale e concettuale insieme. Se dovessimo equipararla a un tessuto, a quale potrebbe essere più vicina?
Oltre al colore, amo molto la "parola", le sue implicazioni, il suo suono, la sua, a volte, meravigliosa ambiguità. Come per il colore, voglio moltiplicarne i significati e tradurne le emozioni in me e negli altri, compagni di vita e di lavoro. Per i giovani, spesso, le parole giuste, personalizzate e sentite, possono essere moltiplicatori di energia. Se dovessi equipararle a un tessuto, d'istinto penso a una bourette di seta, ruvida e tenera, memore e rinnovabile.
1 Dopo studi tecnici e umanistici, Marina Nelli ha conseguito la specializzazione in Storia e Teoria del Colore, Master del Colore con Max Lűscher, passione di una vita. Ecco alcuni aspetti del suo percorso. Responsabile ufficio stile e prodotto, consulente aziende leader nel settore tessuti e accessori, abbigliamento e arredamento; consulente creativa/tecnica/commerciale delle più prestigiose griffes stilistiche e di medie/grandi aziende leader del settore panorama moda. Attività quarantennale imprenditoriale di ricerca, sviluppo e produzione tessile con i più importanti clienti nel campo tessile/abbigliamento/arredamento italiani ed esteri. Consulente creativa /tecnica di collegamento tra Maison tra le più importanti, italiane ed estere, e industria di produzione/distribuzione, contenitore industriale, con ricerca e collegamenti traduttivi di campionatura e produzione con tutti i fornitori terzisti, verticalizzati, semi-verticalizzati e converter. Attività di insegnamento più che trentennale, e coordinamento nei più qualificati corsi di “perfezionamento“ tessile, post diploma e post laurea, seminari di “colore“ ad approfondimento psicologico, “scrittura creativa“, “linguaggi globali“, master anche in lingua straniera. Coordinatrice creativo-scientifica, rapporto università/accademie e imprese. Consulenza e collaborazione con importanti testate del settore moda e dell’informazione quotidiana; consulenza e collaborazione con alcuni tra i più importanti studi di ricerca ed elaborazione tendenze. Attività di formazione e ricerca a 360° in una Factory “open mind”. Attività editoriale con pubblicazioni di libri specifici (settore fashion/textile).
2 Con il nome di Pantone LLC si indica l'azienda americana, fondata nel 1963, specializzata in tecnologie per la catalogazione, identificazione e standardizzazione delle tonalità di colore. Ogni anno viene proposto un colore di riferimento. Nel 2026 si tratta del “Cloud Dancer”.
English text:
Meeting Marina Nelli—professor, historian of textiles and fashion, preeminent color expert, and an author of exquisite prose—is a profound gift for everyone, but most especially for her students.
Lat me say, that for Marina Nelli, the "red thread" is far more than a mere metaphor; it is a textile image and a material saturated with pigment. These two worlds—textile and color—are inextricably woven into the fabric of her life.
“Color, as a universal code and signifier, and matter, which gives full expression to its essence, have been and remain the indispensable touchstones of my research, my studies, and my very existence.”
Professor Nelli, your journey with textiles began at the Setificio, an iconic textile, design, and scientific high school in Como. But how did color become such a central focus of her inquiry?
The academic approach—both technical and creative—of textile chemistry certainly helped solidify a passion that was then more intuitive than proclaimed. It crystallised in all its vigour during my earliest professional experiences.
Among the evocative layers that form the tapestry of your life, Professor Nelli, lies the microcosm of psychiatric hospitals, which you explored in your thesis. How did you find yourself there?
In truth, it began with curiosity, followed by a deepening interest and a sense of pietas toward the somber reality of the old asylums—those 'total institutions' that existed before the Basaglia reform. I felt their echo deep within me since childhood when, almost unconsciously, I sought out symptoms of genius and madness in the world around me—more in reality than in literature—so profoundly steeped in pain and exclusion. These are researches that, in a sense, have never truly ended.
You have dedicated books, encyclopedias, psychological studies, and articles to color. But what palettes define your own life? From childhood to the present, are there colors that have accompanied, comforted, distressed, or surprised you?
Color shifts, sometimes dramatically, throughout our lives. It follows individual, often sorrowful paths, accompanying loves, marking successes, and consoling us in defeat. Yet, the famous fil rouge remains the backbone. Red dominated certain eras of my life; green has 'forgiven' me (on occasion); flashes of violet have ignited me; today, the embrace of brown welcomes me.
Do we truly need Pantone forecast? Don’t you feel it is a form of commercial servitude to depend on a series of shades that dictate our choices annually?
With great poise, Pantone proposes one or more trend shades each year. It is an indicator like many others—a convention one reads to spark reflection and derive various observations. In the textile sector, it is often overtaken by more advanced cycles of ideation and production, yet it remains a point of departure and a curiosity.
Can those who cannot see still feel color?
Color bridges the senses; the synesthetic relationship is not merely visual. Touch, taste, and smell unite to create a 'perception' that is not just material but spiritual.
You teach young university students. Do they still dream? And what colors define their projects?
I strive to teach young people across various institutions, firmly believing in lifelong learning. I adapt my language to their age and expertise, yet color always commands my words and stirs emotion. The dreams of the youth do, fortunately, exist; they are often hybrids of shifting intensities, clouded by fears and blurred by uncertainty, yet they possess sudden flashes of passion.
In the Factory in Como—where you hold lessons, laboratories, and conferences—one feels transported to a world outside time and space. Design objects, books, plants, threads, and colors intermingle in an evocative melting pot. What is the history of this place?
The Factory, a site of diffuse creativity and cross-disciplinary experimentation, was born alongside my professional and pedagogical work. It exists thanks to the visionary intuition of industrialists who believe firmly in the bond between school and industry. It is constantly nourished by the contribution of the youth in a perpetual exchange of ideas and passions.
Marina Nelli is an absolute authority in her field. How does one build such a resilient reputation in a constantly shifting landscape like a textile district?
I love my work, and I am eternally grateful to those who have stood by me—especially the young people whose professional and emotional growth I nurture. Because of this, a 'network' of values is created that endures through time.
You recently coordinated the Mini Glossario Tessile (Mini Textile Glossary) with your students. I was struck by the richness of detail regarding a world often subordinated to fashion.
The Mini Glossario, the latest in a series of publications, was born in the classroom. It is a simple tool, yet I believe it is precious. Portable and accessible, yet rich in detail, it seeks to give the material its rightful role as a protagonist in knowledge.
Having witnessed decades of crises and renaissances in the textile district, what future do you foresee?
Predictions have a short shelf life, partly due to technological acceleration. Regardless, it depends on us—our enthusiasm, our will, and our cooperation. A colour that expresses the future I envision would be a composite of yellow (effort, tenacity, rational intelligence) and lavender (a pale yet perceptible violet), urging us to shed fear and push ever further beyond physical and mental boundaries.
A recent book of yours asks: "Is Creativity Sustainable?" What does it mean to pose such a question?
Creativity—as I have sought to explain—is a complex and variegated term. It can be sustainable only if 'sustainability' itself is genuine. Beyond the conventional buzzwords, there is much work to be done; it is up to us to ensure it becomes a true way of life.
Looking back at your career, do you find mentors, or were there mostly obstacles?
I have encountered many obstacles and many fortunes. There were mentors, too, though not only among the famous. I have received both love and expertise, but the final balance is not yet settled.
Writing also nerves your existence—a style that is highly sophisticated in its lexical, emotional, and conceptual depth. If we were to liken your writing to a fabric, which would it be?
Beyond color, I dearly love the 'word'—its implications, its resonance, and its occasionally wonderful ambiguity. As with color, I wish to multiply its meanings and translate emotions for myself and others. For the young, the right words—personalized and heartfelt—can be powerful multipliers of energy. (The Editor)



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