And You, Where Were You On 9/11?
Engineer Paolo Foglio joins Rekh Magazine today in remembering the Major Event that shocked the world 25 years ago. All the papers now published online will be collected together in a digital book, freely downloadable from the website

Di Paolo Foglio
Era pomeriggio ed ero al lavoro. Non ricordo cosa stessi facendo, né perché a un certo punto decisi di scendere in laboratorio. Ricordo invece molto bene quello che trovai entrando: tutti i colleghi erano davanti alla televisione.
Nessuno lavorava più. Erano tutti lì, in silenzio, a guardare una delle Torri Gemelle che bruciava. Una sola torre era stata colpita e, per quanto assurde fossero quelle immagini, ancora non riuscivamo davvero a capire cosa stesse succedendo. Mi sono fermato anch’io. Non c'era ancora paura, almeno non quella che avremmo provato dopo. C'era soprattutto incredulità. Guardavo quelle immagini cercando quasi una spiegazione, qualcosa che permettesse di rimettere le cose al loro posto.
Poi ho pensato a casa.
Ho telefonato alla mia compagna. «Stai guardando la televisione?». Credo di averle detto qualcosa del genere. Non ricordo le parole esatte, ma ricordo il motivo della telefonata: volevo sapere se anche lei stava vedendo quello che stavo vedendo io. Forse, in quel momento, mi bastava sentirla. Sapere che era a casa, dall'altra parte del telefono e che anche lei aveva davanti quelle immagini. Non c'era ancora niente da spiegare, né qualcosa che potessimo fare. C'era soltanto quella cosa terribile che stava succedendo, e il bisogno di raggiungerla almeno con una telefonata. Poi sono tornato a guardare la televisione.
È arrivato il secondo aereo.
Ricordo il silenzio che seguì. Non so se fosse davvero silenzio o se sia così che la mia memoria ha conservato quel momento. Ma ricordo che qualcosa cambiò. Fino a un attimo prima stavamo guardando un'immagine terribile. Da quel momento capimmo che stavamo guardando qualcosa che non avrebbe più avuto una spiegazione semplice.
Quel pomeriggio non ero a New York. Ero semplicemente in un laboratorio, con i miei colleghi, davanti a una televisione.
Ancora oggi, quando penso all'11 settembre, il mio ricordo comincia esattamente lì: dalla porta del laboratorio, dalle persone ferme davanti allo schermo e da quella telefonata fatta a casa, quasi per cercare dall'altra parte della cornetta un pezzo della normalità che, senza che ce ne accorgessimo, stava finendo.
Chi è l'autore

Paolo Foglio è un ingegnere elettronico specializzato nei processi produttivi e nei sistemi di automazione del settore automobilistico. Sin dal 1989 si occupa di ricerca e sviluppo e ha accumulato una vasta esperienza nel campo dell'innovazione tecnologica di prodotto e di processo. Attualmente si dedica alla trasformazione digitale e alle applicazioni industriali dell’intelligenza artificiale. Nel 2021, con il suo team, ha ricevuto il prestigioso USA Manufacturing Leadership Award del NAM (National Association of Manufacturers) nella categoria Intelligenza Artificiale e nel 2022 ha ottenuto il Digital360 Awards Special Prize for Sustainability. Fino al 2023 è stato membro EUCAR (Consiglio Europeo per la Ricerca Automobilistica), contribuendo attivamente sia al gruppo di Produzione e Materiali, sia al gruppo di Economia Circolare. Attualmente è membro del Comitato Scientifico di SPS Italia e e dell'Advisory Board di Fabbrica Vigevano.
Abstract in English
Written by engineer and AI specialist Paolo Foglio for the special issue of Rekh Magazine commemorating the 25th anniversary of September 11, this article
offers a poignant narrative on the profound impact of a historical tragedy experienced from a distance. The piece chronicles the author's vivid recollections of that pivotal afternoon, beginning with an ordinary workday disrupted by a quiet gathering of colleagues in a workplace laboratory. Drawn to a television screen displaying the burning North Tower of the World Trade Center, the initial collective atmosphere was characterized not by immediate panic, but by intense disbelief and a search for rational explanations.
The paper details Foglio’s instinctive impulse to connect with his partner back home—a phone call driven by the need to confirm a shared reality and anchor himself to familiar ground as the scale of the event unfolded. The critical turning point occurs with the impact of the second plane, a moment that shattered any lingering notion of an accident and replaced stunned confusion with profound shock. Through these micro-moments—the silence of the laboratory, the static on the phone line, and the abrupt end of ordinary routine—the paper explores how global tragedy instantly alters individual perception. Ultimately, the work captures the subtle, irrevocable threshold between normal life and a new historical era, demonstrating how personal memory preserves the exact moment a familiar world changes forever. (The Editor)



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