Beachwear: Not Simply a Matter of Fashion
- May 20
- 8 min read
Behind a collection, there is a story that deserves to be known, like the one of Maria Casartelli, the founder and owner of AGIOMAR. Today in Balerna, the Summer 2026 collection was presented. It's the occasion to have a conversation with the entrepreneur. The present is interwined with the memories, among which one is particularly remarkable. It is about the artist and photographer OLIVIERO TOSCANI, who collaborated with the family brand DAXA...

Un modello della collezione AGIOMAR, estate 2026, durante la sfilata
Di Primavera Fisogni
Imprenditrice, ma anche stilista, sportiva e autrice di un fortunato libro autobiografico (Braghìt e balèt. Storia di una tennista imprenditrice, 2022). Maria Casartelli ha saputo costruire, con sapienza artigianale, oltre alla grande passione per i tessuti, un brand beachwear apprezzato nel mondo. Oggi a Balerna i costumi, i capi beach, gli accessori sono stati lungamente applauditi durante la passerella in cui è sfilata la collezione estate 2026. Un'occasione speciale anche per dialogare con l'imprenditrice, che serba una storia speciale, intrecciata a doppio filo sia con la grande moda, sia con i suoi protagonisti, tra i quali spicca Oliviero Toscani, il celebre artista-fotografo scomparso nel gennaio 2025.
Gentile Maria Casartelli, cosa significa, dal punto di vista stilistico e ideativo, creare per il beachwear?
Creare ogni stagione una collezione mare è come scrivere un nuovo libro e come ogni nuovo libro bisogna pensare al soggetto del libro, cosa si vuole raccontare e che sia diverso da quello che si è scritto nei libri precedenti.
In un mondo della moda come quello attuale dove non esistono più i geni creativi come Coco Chanel, Christian Dior, Hubert de Givenchy, Ungaro, Yves Saini Laurent, Schiapparelli e dopo la morte di Valentino e Armani, gli attuali stilisti vanno a rivisitare gli archivi delle maison di moda creando collezioni che sono spesso delle copie di quelle degli anni d’oro della moda degli anni 30 40 50 60 e 70: nelle loro sfilate non si vedono particolari novità nelle forme e nei modelli.
Ogni anno quando comincio a pensare alla nuova collezione osservo attentamente cosa indossano le persone al mare e la scelta dei modelli, dei disegni, dei colori ha come priorità la vestibilità perché un buon costume deve rispettare le forme della persona mettendone in risalto la sua fisicità: chi indossa un costume Agiomar deve sentirsi a suo agio, sentirsi bella e osservata.
Il costume, il bikini, il kaftano, lo chemisier devono dare a chi lo indossa un senso di gioia, di freschezza, di libertà perché dopo 11 mesi passati chiusi in ufficio o entro le mure di casa, finalmente si può andare a godersi il sole, fare lunghe passeggiate lungo la riva del mare, nuotare nel mare e farsi coccolati dal fruscio delle onde. L’ispirazione è sempre il mare, le spiagge, il sole con le loro infinite sfumature e il concetto di bellezza e di un lusso non ostentato ma raffinato fa parte nel mio Dna.
Oggi, 20 maggio, la sua moda è protagonista di un evento fashion in Svizzera. Quale ispirazione fa da leitmotiv ai capi prodotti dalla sua azienda?
La collezione Agiomar estate 2026 che oggi viene presentata al Polus di Balerna s’ispira alle conchiglie dei fondi marini, alle corde dei vecchi velieri, ai fiori e alla vegetazione delle foreste tropicali, ai motivi etnici degli abiti indossati dalle donne africane.
Non mancano i microdisegni della cravatteria che hanno reso famosa Como, la mia città, nel mondo intero. Novità assoluta: i tessuti in pizzo nei colori ciliegia e giallo ocra utilizzati per abiti, gonne, casacche, pantaloni e borse e i tessuti in lino nei colori bianco e verde per chemisier, pantaloni e camicette. La linea di costumi e bikini si è arricchita di modelli per le donne curvy perché è stata pensata per quel tipo di donna che ha difficoltà a trovare sul mercato costumi e vestiti adatti alle loro forme dando a loro la possibilità di avere varianti più colorate, ma sobrie e disegni più giovanili.

La sua storia è molto di più di una collezione, è parte dell’immaginario collettivo italiano. Pochi sanno che suo padre lanciò Oliviero Toscani. Vuole brevemente ricordarlo?
Ho diversi ricordi di Oliviero Toscani. L’ho conosciuto personalmente quando ero molto giovane. Ha fatto le campagne pubblicitarie per il marchio di costumi di famiglia Daxa e per una decina di anni negli anni 70 e le sue foto sono state pubblicate su Uomo Vogue, Mondo Uomo e GQ. In particolare ricordo un episodio. Come ogni anno andava a fare i servizi fotografici nelle spiagge più esclusive del mondo. Portava con sé un borsone con tutta la collezione, che allora era più di costumi da uomo che da donna, ed era lui che decideva, senza chiedere a noi quali capi fotografare. Al ritorno consegnava le diapositive alla signora Sarian, la nostra grafica. Un anno mio padre ricevette una telefonata dall’Architetto Annig che non presagiva nulla di buono. Mio padre si precipitò immediatamente a Milano e con enorme stupore vide che tutte le diapositive erano di lui completamente nudo come pure di sua moglie. A quel punto mio padre fece una domanda spontanea “Oliviero, ma io faccio costumi. Risposta di Toscani “Ma i costumi non si usano più”. Fummo costretti per quella stagione a presentare per le campagne pubblicitarie facendo un collage di un disegno della collezione proprio in quel punto…
Laureata in Economia, lei, Maria, è sempre stata a contatto con la moda. Cosa l’ha convinta, da ragazza, a seguire questa strada professionale e che cosa la motiva ogni giorno a continuare?
Pur essendo laureata in Economia e Commercio, non ho mai avuto una grande simpatia per i numeri, ma dopo la laurea il mio compito principale nell’azienda di famiglia Daxa, che produceva linee mare dagli anni 50, era quello di seguire la parte amministrativa.
Quando papà andava a Parigi per le collezioni di importanti maison del prêt-à-porter, lo accompagnavo e anno dopo anno ho acquisito competenze anche nella parte commerciale e creativa.
Una volta venduto il marchio Daxa nel 1993, ho deciso nel 1998 di creare il mio marchio Agiomar, iniziando una vera avventura, perché di avventura si trattava: solo io ero responsabile di ogni aspetto, da quello della creazione, alla gestione della clientela e naturalmente di quello amministrativo.
Ora che siamo nel 2026, a quasi trent’anni dall’inizio di quella avventura, dove non posso nasconderlo, ci sono stati alti e bassi, è cresciuta la mia parte creativa.
Perché continuare? Perché il creativo non può chiudere le sue idee dentro una scatola e le mie idee si trasformano ogni anno in nuovi costumi, bikini, kaftani, chemisier, in nuovi disegni.
Il beachwear è un settore a fortissimo sviluppo, nel mondo della moda, specialmente tecnologico. Come si sono evoluti i materiali negli ultimi anni?
Le aziende che producono i tessuti per i costumi da bagno, sono sempre più attente ai bisogni della salvaguardia del pianeta e studiano in continuazione nuove fibre dove utilizzano meno acqua, meno componenti che possono nuocere alla salute della pelle, riciclano per esempio i vuoti delle bottiglie di plastica ricavandone fibre per nuovi tessuti più performanti, più leggeri e anche più tecnici.
La sostenibilità entra a gamba tesa nel beachwear, perché l’attenzione all’ambiente, e ai mari in particolare, si è fatta sempre più elevata. Nel caso della sua azienda, che tipo di sensibilità c’è e quali risposte tessili vengono date?
Non potevo non considerare che con i cambiamenti climatici, l’aumento dell’effetto serra con la conseguenza di estati super calde e anche Agiomar si doveva allineare a questi cambiamenti. Il lino, la mussola di cotone, che sono fibre naturali, sono confortevoli e fresche per le estati torride e vengono utilizzate per i fuori acqua. I tessuti di lycra per i costumi, i bikini e per gli slip da uomo sono più leggeri e ecosostenibili. Per gli short da uomo utilizzo tessuti in poliestere riciclato che si asciugano velocemente.
Dai costumi agli accessori, ai capi di abbigliamento beach, che tipo di sviluppo sta affrontando il brand AGIOMAR?
Nelle ultime due stagioni ho ampliato l’offerta dei vestiti che possono essere indossati non solo per andare in spiaggia, ma anche per le serate mondane durante le vacanze marine e perché no anche in città. Nella collezione 2026 ci sono nuovi modelli di abiti t-shirt , pantaloni e novità assoluta: le borse realizzate con tessuti in pizzo e in lycra con disegni stampati in coordinato con i costumi e i bikini.
Quali sono le collezioni che le hanno dato più soddisfazioni?
Ogni collezione è sempre una soddisfazione, perché è il risultato di un lungo lavoro, di studio e di confronto con i miei laboratori. Posso sicuramente affermare che ci è stata un’evoluzione nel tempo e se mi guardo indietro le collezioni di 10 e 20 anni fa erano meno complete, ma senza quei passaggi non sarei arrivata dove sono ora, perché l’esperienza e la consapevolezza sono cresciute nel tempo.
E quelle forse “troppo avanti” che non hanno avuto la risposta attesa?
Sì, mi è capitato di credere in disegni che per me erano bellissimi, ma non proprio capiti dal mercato e di vederli realizzati da marchi che io definisco i colossi del beachwear nelle stagioni successive. Ma questo è lo scotto che pagano le microimprese come la mia a cui mancano la forza commerciale e i capitali per sfondare nel mercato.
Oggi l’idea di “body positive” è, almeno a parole, parte del sistema moda. Nei costumi come si guarda alle declinazioni delle fisicità?
Se c’e un settore della moda dove il fisico conta molto, credo sia proprio il costume.
Quale altro capo mette a nudo il proprio corpo come il costume?
Conta moltissimo l’aspetto psicologico : ogni donna e ogni uomo non compra un costume se non l’ha provato e guardandosi allo specchio nel camerino lo trova confortevole. Se il colore o il disegno si abbina al colore dei suoi capelli, della sua pelle, dei suoi occhi.
Se poi parliamo di donne e uomini, in particolare donne, che hanno dei chili di troppo, sono ancora più determinanti tutti questi aspetti al fine di decidere o non decidere se comprare un costume. Agiomar ha ben presente queste aspettative e cerca di nella creazione delle sue collezioni di tenerne conto.
E la cultura – musulmana, indiana, occidentale – come entra nella definizione di un capo? (Tessuti, shaping, colori, fantasie)
Agiomar offre costumi e abbigliamento mare che si rivolgono alle donne e agli uomini di tutto il mondo. Non ha delle linee di beachwear create a seconda dei mercati e dei paesi.
Il punto focale delle collezioni è che il prodotto Agiomar è un vero Made in Italy, anzi, di più, perché sull’etichetta cucita su ogni capo c’è la dicitura “Made in Como” perché la collezione è studiata da me, i disegni sono realizzati da stamperie del distretto comasco, molte lavorazioni sono fatte da laboratori della zona.
In un comparto come il nostro dove sempre di più c’è ’ l’invasione sul mercato nazionale di prodotti proveniente da Far East e il fenomeno del Fast Fashion, il tentativo di sopravvivere e resistere a questo tsunami è un motivo che mi spinge a continuare consapevole però che ci vogliono sempre più energie, volontà, dedizione e sacrificio, ma per me ogni giorno è un giorno nuovo pronta ad affrontare le sfide che la vita ti presenta sempre.
© Copyright symbol
English text
Behind every fashion collection lies a story of passion, memory, and evolution. This is perfectly embodied by Maria Casartelli, the founder and designer of the beachwear brand AGIOMAR, who presented her Summer 2026 collection in Balerna, Switzerland. The runway show provided an opportunity to look back at her family heritage, including a unique historical collaboration with the legendary photographer Oliviero Toscani, who worked for the family's former brand, Daxa, in the 1970s.
In her conversation with REKH MAGAZINE, Casartelli compares designing a collection to writing a book (she is a brilliant writer, the author of "Braghìt e balèt. Storia di una tennista imprenditrice, 2022): each season demands a fresh narrative. In a modern fashion world that she often observes as derivative, her priority remains absolute wearability. Her goal is to ensure that anyone wearing an AGIOMAR piece feels confident, beautiful, and comfortable. The Summer 2026 collection draws inspiration from deep-sea shells, tropical forests, and ethnic motifs, alongside the classic tie-patterns of Como. Key highlights include cherry-red and ochre lace fabrics, linen resort wear, and an expanded line meticulously designed for curvy women, embracing authentic body positivity.
Sustainability and local craftsmanship are core pillars of the brand. Facing climate change and scorching summers, AGIOMAR features eco-friendly Lycra, lightweight recycled polyester for men’s shorts, and natural fibers like linen and cotton muslin.
The entrepreneur also shares fond memories of her youth when Toscani shot international campaigns for her family. She recalls a humorous incident when the provocative photographer shot models completely naked because "swimsuits were no longer needed," forcing her father to creatively censor the final advertisements with product collages. Today, with nearly thirty years of independence under the "Made in Como" label, Casartelli continues to channel her unstoppable creativity into resisting the fast-fashion tsunami through dedication, craftsmanship, and pure Italian lifestyle. (The Editor)



Comments